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Amazon DSP: la pubblicità programmatica, anche per chi non vende su Amazon

Lo sapevi che puoi fare pubblicità su Amazon utilizzando i dati proprietari di Amazon e il targeting basato sull’intenzione di acquisto anche se non vendi i tuoi prodotti o servizi su Amazon?

Se vendi prodotti che non sono disponibili sul marketplace, come per esempio automobili o soggiorni turistici, o se offri servizi come operatore telefonico, servizi finanziari e assicurazioni, puoi avvalerti di Amazon DSP (Demand Side Platform), la piattaforma per la pubblicità programmatica. Puoi utilizzare questa pubblicità per generare lead di qualità e portare traffico verso il proprio sito.

Esistono oltre 3.000 audience che Amazon mette a disposizione tra i quali troviamo:

  1. Chi è single o coniugato
  2. Chi ha la scuola secondaria o la laurea
  3. Audience divisi per reddito
  4. Affittuari o proprietari di casa
  5. Chi si è appena trasferito in una casa da uno o 3 mesi
  6. Chi sta per diventare genitore, chi lo è appena diventato, o chi lo è e che età hanno i figli
  7. Chi viaggia con bambini
  8. Chi pratica un certo sport
  9. Gli utenti di un dato operatore telefonico
  10. I possessori di un certo brand automobilistico, stile di vettura

A questi si possono aggiungere custom audience come:

  1. Tutti gli utenti che hanno visualizzato o acquistato un certo prodotto
  2. Lookalike di audience basate sulle e-mail che hai acquisito in campagne di lead generation

Inoltre, si possono creare intersezioni tra i vari audience come, per esempio, tutti gli utenti con un certo reddito che hanno appena cambiato casa e che comprano i prodotti di un certo marchio.

Ma oltre agli audience specifici, che altri benefici può avere la DSP? Seguono alcuni studi che riportano esempi di come gli utenti di Amazon possono essere rilevanti per diversi settori:

  • Le persone che comprano regolarmente su Amazon sono 1,3 volte più inclini a scegliere una banca completamente digitale come banca principale, e 5 volte più propense a preferire una banca locale o regionale come banca principale.
  • Il 55% delle richieste di mutuo fatte nel 2021 sono state presentate da Millennial e membri della Generazione Z. Questi gruppi hanno il 44% di probabilità in più di preferire le comunicazioni online rispetto a quelle faccia a faccia e sono quindi più propensi a guardare contenuti video disponibili sui canali Amazon:Prime Video, Fire TV, Twitch, nonché gli stessi  i video che appaiono sul marketplace stesso.
  • Il 71% dei clienti Amazon prevede fare un viaggio nei prossimi 12 mesi. Inoltre, l’81% di essi fa acquisti su Amazon ogni settimana.
  • Lo streaming è un elemento di massima attenzione per chi sottoscrive abbonamenti Internet. L’83% dei clienti Amazon è uno streamer e ha il 125% di probabilità in più di cambiare fornitore di servizi Internet, dimostrandosi più sensibile alle diverse politiche di marketing adottate dai provider.
  • Nel settore dell’automobile e delle motociclette, il processo di acquisto si sta sempre più spostando sui canali online, dove i potenziali clienti si formano un’opinione prima di acquistare. Infatti, il 48% dei clienti che acquistano auto aveva già deciso la marca o il modello del veicolo prima dell’acquisto. È quindi importante utilizzare più touchpoints digitali possibili per comunicare con il cliente.

Amazon ha aumentato quest’anno il budget minimo da investire per avere il proprio account DSP a 200.000 € annui, ma un’agenzia con un account attivo può integrare il tuo budget nel suo totale, rimuovendo di fatto questo limite all’entrata.

Resta comunque da tenere presente che un investimento troppo basso potrebbe non essere sufficiente per poter validare le campagne secondo i parametri della piattaforma.

Se sei interessato, contattaci per un’analisi preliminare per capire quanto grande potrebbe essere il mercato dei potenziali clienti e che budget servirebbe per raggiungerli.

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La pubblicità durante Sanremo influenza le brand research su Amazon? 

L’edizione 2023 del Festival di Sanremo ha raccolto circa 50 milioni di euro da campagne pubblicitarie*.  

Il nostro team di analisi ha verificato se e come questo abbia influenzato le ricerche su Amazon relative ai brand che hanno investito nello show. Abbiamo escluso dallo studio i prodotti che per loro natura non possono essere venduti sulla piattaforma, e quindi nomi come Netflix, Prime Video, Paramount+, Sky Glass, Costa Crocere, BMW, Volkswagen e molti altri. 

La lista dei brand analizzati include invece: Aperol, Baci Perugina, Borbone, Caffè Verganano, Campari, Dior, Durex, Dyson, Golia, Lavazza, Liu Jo, Lube Cucine, Milk Pro, Mutti, Novi, Paco Rabanne, Pantene, Poltreonesofà, Pompadour, Pupa, Redbull, Rio Mare, Samsung, Sephora, Shwarzkopf, Swarovski, Veralab, Versace e Vivident. 

Il periodo di riferimento è stato dal 6 al 12 febbraio, ossia la settimana in cui è stato trasmesso lo show. Abbiamo quindi analizzato il volume di ricerca dalla parola chiave principale di brand durante la settimana del festival, rapportandola prima alla media delle quattro settimane precedenti e poi a quella della stessa settimana negli anni passati. Non abbiamo tenuto conto del fatto che queste aziende avessero o meno investito su Sanremo negli anni passati, né delle date delle precedenti edizioni. Infine, il volume di ricerca non è esattamente quello della settimana, ma quello dei 30 giorni precedenti l’11 febbraio. 

La parzialità dei dati rende difficile capire se l’aumento di ricerche branded sia imputabile effettivamente e solo a “l’effetto Sanremo”, ma vediamo un aumento di ricerche branded medio pari al 13% c.a., con un picco nei prodotti Fashion (27%), seguiti da Profumi (19%). Ultimo invece il settore Casa e Cucine, che ha visto perfino un declino. 

Il brand interessato dalla maggior crescita sono i Baci Perugina con il 77% di aumento, anche se questo dato è influenzato fortemente dalla festività di San Valentino. Veralab ha visto un aumento del 66%, ma non vende su Amazon. Le ricerche relative a Liu Jo sono aumentate del 44%, Swarovski del 37% e Rio Mare del 36%. 

Sanremo: le ricerche dei settori commerciali su Amazon

Sanremo: le ricerche dei brand su Amazon

* Fonte: Engage.

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Report 2020: La Crescita e il Successo delle PMI Italiane

Il report “La Crescita e il Successo delle Piccole e Medie Imprese Italiane” di Amazon presenta dati di prima mano sulle attività delle PMI nel 2020 sul più famoso marketplace digitale.

Nel periodo preso in analisi, oltre 18.000 PMI italiane hanno venduto su Amazon e circa il 50% ha venduto i propri prodotti all’estero, per una media di oltre 200.000 €, in crescita rispetto ai 150.000 € circa dell’anno precedente.

Inoltre, più di 6.500 piccole e medie imprese italiane hanno beneficiato dei servizi di Logistica di Amazon (FBA), esternalizzando gli oneri di imballaggio/spedizione/resi/assistenza e inserendo i propri prodotti nel programma “Prime”, molto apprezzato dagli acquirenti.

Questa possibilità è particolarmente appetibile proprio per le PMI, che possono concentrarsi sullo sviluppo del proprio core business. Ugualmente interessanti sono altri servizi specialistici, che rispondono a esigenze imprenditoriali molto attuali:

  • Amazon Launchpad, per aiutare gli imprenditori a lanciare marchi innovativi
  • Amazon Handmade, per vendere oggetti artigianali
  • Amazon Made in Italy, la vetrina per valorizzare e dare visibilità alle eccellenze italiane
  • Climate Pledge Friendly, il programma di Amazon che aiuta i clienti ad acquistare prodotti più sostenibili

Tutti i dati sono disponibili sul report che descrive “La Crescita e il Successo delle Piccole e Medie Imprese Italiane” su Amazon nel 2020, consultabile qui.

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