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“In quale marketplace vendere?” è la domanda sbagliata

Scegliere di vendere su un marketplace significa:

  • Prevedere un investimento medio-alto.
  • Modificare gli equilibri aziendali.
  • Modificare la rete di relazioni commerciali.
  • Variare la percezione stessa del brand.

Questa decisione dovrebbe essere basata su una forte consapevolezza dell’impatto dei marketplace sul proprio business, una comprensione piena delle di strategie commerciali di vendita multicanale e una conoscenza approfondita delle dinamiche tra i diversi stakeholder.

Non esageriamo affermando che, al mondo, non più di una decina di persone potrebbe gestire autonomamente questo vastissimo dataset di informazioni. Questo per almeno sei motivi.

1. Comprensione degli obiettivi aziendali e della natura del prodotto

I potenziali acquirenti sono un pubblico globale o il focus è più localizzato? Ogni marketplace ha le sue peculiarità: alcuni eccellono a livello internazionale, mentre altri prosperano in spazi di nicchia regionali. Un’analisi approfondita degli obiettivi aziendali e delle caratteristiche del prodotto sono necessarie per avere una risposta esauriente.

2. Selezione chirurgica del catalogo

Puntare a vendere l’intero catalogo, con migliaia di articoli “buttati online” per generare altrettante schede prodotto di difficile gestione (e quindi inevitabilmente vuote o trascurate), non conviene.

L’utilizzo di un approccio sofisticato, che comporta la cura dei prodotti in armonia con il pubblico specifico del marketplace, porta risultati migliori e soprattutto permette di creare tattiche commerciali più in linea con le strategie. Questo richiede un’analisi approfondita delle tendenze del marketplace, delle preferenze dei clienti e delle dinamiche competitive.

Occorre quindi guardare alle dinamiche di comunicazione tra il team marketing e il reparto sales, per essere certi di evidenziare dei trend significativi che guidino la selezione iniziale (e quelle successive) di prodotti.  

3. Allineamento degli stakeholder (a.k.a. non siamo una grande famiglia)

Assicurarsi che tutti gli stakeholder, dal marketing alla supply chain, siano allineati con la strategia del marketplace è cruciale. Questo comporta un coordinamento complesso e una visione unificata per mantenere la coerenza del marchio e l’efficienza operativa. Ce la faranno? La visione generale sarà più grande delle necessità del singolo (reparto)?

4. Prezzi e marketing: un approccio tattico

La strategia di prezzo e il marketing mirato non riguardano solo i numeri; riguardano la comprensione della psicologia del consumatore del marketplace. È fondamentale bilanciare prezzi competitivi con la percezione del valore del marchio, nonché allocare i budget di marketing su piattaforme che offrono il più alto ritorno sull’investimento. Multicanalità? Come sfruttarla? A cosa può servire?

5. Adattabilità e decisioni basate sui dati

Nel panorama dell’e-commerce in rapida evoluzione, l’adattabilità è la chiave. Utilizzate analisi avanzate per monitorare continuamente le prestazioni del marketplace e prendere decisioni informate. Questo approccio richiede una sofisticata comprensione dell’analisi dei dati e delle tendenze di mercato. Abbiamo data analyst in azienda che capiscono di marginalità? Quali altri micro KPI posso presenziare per avere un ritorno?

6. Aspetti amministrativi, legali, ambientali

Nel valutare i marketplace, è essenziale considerare gli aspetti amministrativi e legali. Differenze nelle normative fiscali, nei requisiti di conformità e nelle leggi sulla privacy possono influenzare la scelta del marketplace. Inoltre, l’impatto ambientale, come l’impronta di carbonio associata alla logistica e all’imballaggio, è diventato un fattore sempre più importante per le aziende attente alla sostenibilità.

Capire in modo approfondito di questi elementi è fondamentale per garantire che l’attività sul marketplace sia non solo redditizia, ma anche responsabile e conforme alle normative vigenti. Siamo pronti a vendere all’estero? Il nostro gestionale è in grado di assorbire tutte le casistiche che entreranno in gioco? Sono in regola con le leggi del mio paese? Sono in grado di affrontare quelle di un altro Stato?

Conclusione

La decisione di quale marketplace scegliere non è solo una mossa tattica, ma un imperativo strategico. Richiede un equilibrio tra comprensione tecnica, intuizioni di mercato e allineamento organizzativo. Questa breve panoramica mira a fornire le giuste domande per attuare valutazioni informate nel complesso panorama dei marketplace digitali.

La nostra agenzia può essere particolarmente utile in questo processo, offrendo competenze e supporto per navigare con successo queste complesse decisioni e implementare strategie efficaci. Con la nostra esperienza, possiamo aiutarvi a identificare i marketplace più adatti alle vostre esigenze specifiche, ottimizzare la vostra presenza online e massimizzare il vostro ritorno sull’investimento.

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Le agevolazioni per l’espansione internazionale su Amazon

Il 30 novembre siamo stati negli uffici Amazon di Milano per un evento organizzato per le agenzie partner. Ci hanno raccontato un po’ di novità e abbiamo pensato di condividerne una in particolare: riguarda l’internazionalizzazione.

Aderendo al regime Call Off Stock (COS) su Amazon, un titolare di Partita IVA italiano può vendere anche in Spagna, Francia e Germania disponendo del badge PRIME. Non occorre né aderire al regime One Stop Shop (OSS, vedi sotto), né avere una Partita IVA estera. Questa possibilità non si applica alla vendita di giocattoli e gioielli.

One Stop Shop (OOS)

Noi non siamo consulenti commercialisti, ma riteniamo importante fare un piccolo passo indietro per spiegare meglio i benefici di questo programma di Amazon. Solitamente, due sono le opzioni:

  1. Tenendo lo stock in Italia è comunque necessario aderire al regime OSS per poter vendere più di 10.000€ all’anno di prodotti nell’Unione Europea. Per maggiori informazioni rimandiamo qui: https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/regime-opzionale-oss/infogen-regime-opzionale-oss-imprese).
  2. Se invece si vuole tenere lo stock in magazzini esteri è necessario aprire una Partita IVA nel paese dove si vuole avere il magazzino.

Call Off Stock (COS)

Invece, tramite il Call Off Stock (COS) sarà possibile vendere la propria merce anche in Spagna, Francia e Germania perché è possibile muovere liberamente i beni all’interno di questi paesi. Nel momento in cui un cliente acquista, viene avviata automaticamente una vendita B2B flash ad Amazon, quindi non imponibile di IVA. Amazon acquista al prezzo in cui il prodotto è stato venduto al cliente finale e le commissioni saranno quelle di gestione e stoccaggio del paese dove viene venduto il prodotto.

Inoltre, è importante sapere che ogni scorta invenduta in 12 mesi deve rientrare nel paese d’origine.

I requisiti per poter usufruire di questo programma sono:

  • Conoscere l’”acquirente previsto” che eventualmente acquisterà l’inventario immagazzinato in regime di COS, e questo è Amazon.
  • Rispettare gli obblighi di dichiarazione, ma è Amazon stessa a fornire i registri delle transazioni di vendita transfrontaliere e del trasferimento dell’inventario tra i magazzini Amazon.
  • Non avere un magazzino o una P.IVA già presente nei paesi dove si vuole aderire con il COS. È invece necessaria la P.IVA nel paese di origine.
  • Iscrivere gli ASIN interessati al programma Paneuropeo.
  • Apporre l’etichettatura di Amazon.
  • Attivare la fatturazione automatica.
  • Seguire le regole dell’Extended Producer Responsibility (EPR) e ottenere quindi il numero di identificazione LUCID. Tutte le informazioni sono disponibili qui. Da notare che in Germania occorre attivarsi autonomamente presso il Zentrale Stelle Verpackungsregister per avere il numero LUCID. I clienti Amazon possono chiedere supporto all’AVASK group, che è partner Amazon e offre sconti per i clienti Amazon. Viceversa, in Francia è Amazon a provvedere, dietro il pagamento di 25€ all’anno e del 3% sugli ecocontributi. In Spagna, a breve, attiveranno un servizio automatico come per la Francia.
  • Rispettare altri obblighi specifici delle categorie merceologiche. Per esempio, l’iscrizione di integratori alimentari al Ministero della Salute (ci sono novità su questo tema, ne parleremo in un prossimo articolo).

Chi è già iscritto al regime OSS, può comunque aderire anche al COS. In questo modo, se il prodotto stoccato all’estero (iscritto al COS) va out of stock, si può sempre spedire il prodotto dall’Italia.

Infine, ecco un video di Deloitte che spiega come funziona a livello fiscale il COS, di particolare interesse per i commercialisti: https://www.youtube.com/watch?v=l5x9Kkb-pcI.

Se desideri approfondimenti relativi a una particolare categoria di prodotto, o se cerchi una consulenza su come espandere il tuo business all’estero su Amazon, CONTATTACI assolutamente senza impegno per capire meglio i tuoi bisogni.

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Per quanto investire in ADV su un nuovo prodotto? Le domande da farsi.

Di recente, un cliente ci ha chiesto come valutare quando interrompere le campagne pubblicitarie su Amazon dedicate a uno specifico prodotto e, eventualmente, dirottare gli investimenti altrove.

È facile immaginare che non ci sia una risposta semplice e univoca, ma possiamo comunque fare alcune considerazioni per avviarci nella direzione giusta.

Le variabili da considerare sono molte (così come le relazioni tra di esse). Ecco quelle che per noi sono le più importanti.

Vendor: i tempi ristretti del Born To Run

Solitamente i Vendor devono valutare il ROAS di una campagna adv più rapidamente dei Seller. È probabile, infatti, che i Vendor utilizzino il sistema Born To Run (BTR) per lanciare un prodotto, e hanno quindi hanno 10 settimane per valutarne la redditività complessiva.

Il nostro focus si sposta quindi proprio sul timing del BTR: idealmente sarebbe da avviare qualche mese prima del periodo di stagionalità del prodotto, ammesso che ne abbia uno, o del momento in cui si prevedere la maggior vendibilità. In questo modo si arriva al momento “caldo” con un minimo di storico vendite, di ottimizzazione ADV e di recensioni.

D’altro canto, in caso di bassa richiesta, il rischio è quello di “bruciare” il lancio stagionale disincentivando Amazon dall’effettuare un nuovo acquisto in quel periodo.

Seller: occhio alla stagionalità

Un Seller invece ha meno vincoli e questo gli permette di fare una scelta strategica: lanciare un prodotto prima del suo picco stagionale. In questo periodo di avvio consigliamo investire nella promozione di un prodotto senza dare un peso eccessivo al ROAS.

Anche se, dopo un anno, il Total Advertising Cost of Sales (TACOS) fosse ancora alto (es. il 35% a fronte di un margine del 30%) questo non significa automaticamente che si debba chiudere la campagna. Piuttosto, ci chiediamo:

  • A parità di investimento pubblicitario mensile, stanno migliorando le vendite a pagamento?
  • E le vendite organiche?
  • Il prodotto sta raccogliendo recensioni positive?

Nel nostro storico sono presenti prodotti che non hanno registrato performance sostenibili nel primo anno, ma nel successivo sono diventati best seller di categoria.

Dati esatti e domande giuste

Guardiamo prima di tutto le impression: il pubblico selezionato per gli annunci è abbastanza ampio? Le campagne stanno spendendo tutto il budget? Viceversa, avviamo nuove simulazioni nei nostri tool per identificare nuove parole chiave, nuovi target o nuove strategie di offerta.

E ancora: se le impression ci sono, si traducono in clic? Se non succede proviamo a confrontare la scheda del prodotto analizzato con le best practice: nella preview del titolo si vedono le info più rilevanti per i clienti? La prima immagine è in alta definizione? Il prezzo è giustificato? Sono presenti recensioni o conviene attivare il programma Vine?

Se infine anche i clic non mancano, resta da chiederci: viene acquistato? Come performano le vendite di questo prodotto al di fuori di Amazon?

Il confronto con i best seller

La nostra ultima analisi è focalizzata sui best seller. Quante recensioni hanno? Che prezzo hanno? Quanti pezzi vendono al mese?

Se il prodotto in analisi costa molto in pubblicità a confronto con un best seller che, a parità di qualità percepita, vende di più e ha più recensioni, allora discutiamo con il cliente per capire se si vuole continuare ad investire o meno.

Chiudiamo questo breve elenco ricordando che si tratta di una valida checklist di partenza, suscettibile di approfondimenti tecnici e valutazioni strategiche per capire quando “pull the plug” nelle campagne pubblicitarie su Amazon.

Non tutti i prodotti diventano best seller: è importante capire il più velocemente possibile quando evitare di sprecare tempo e denaro.

Contattaci per valutare insieme le tue campagne pubblicitarie su Amazon e pianificare il lancio di nuovi prodotti.

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Il futuro della pubblicità: Google vs. Amazon e la battaglia dei dati 

Nel mondo del marketing digitale, la distinzione tra dati di terze parti e first-party data sta diventando sempre più marcata. Questa differenza è particolarmente rilevante quando si considerano giganti come Google e Amazon e il modo in cui gestiscono e utilizzano i dati degli utenti. 

Dati di terze parti vs. first-party data: una distinzione cruciale 

I dati di terze parti sono informazioni raccolte da entità esterne che non hanno un rapporto diretto con l’utente. Questi dati sono spesso ottenuti attraverso piattaforme pubblicitarie programmatiche e altri intermediari[1]. Google, ad esempio, ha tradizionalmente fatto affidamento su questi dati per potenziare le sue campagne pubblicitarie. 

D’altra parte, il first-party data si riferisce a informazioni raccolte direttamente dalle aziende da fonti come i propri siti web, app o interazioni dirette con i clienti[2]. Amazon, avendo un ecosistema di e-commerce così vasto, ha accesso diretto a una grande quantità di first-party data. 

L’Importanza della Privacy e il futuro della pubblicità

Negli ultimi anni, la privacy degli utenti è diventata una preoccupazione centrale. Iniziative come il blocco del tracciamento automatico di Facebook da parte di Apple e l’annuncio di Google di deprezzare i cookie di terza parte dal 2023 sono indicatori di un cambiamento significativo nel paesaggio della privacy online[3]. 

Con l’aumento dell’attenzione alla privacy, il valore dei first-party data è destinato a crescere. Amazon, con il suo vasto accesso diretto ai dati degli utenti, potrebbe trovarsi in una posizione vantaggiosa. Senza la capacità di tracciare gli utenti come in passato, le aziende dovranno ripensare le loro strategie pubblicitarie, affidandosi sempre di più a dati più autentici e diretti. 

Google, pur avendo una presenza dominante nel mercato della pubblicità digitale[4], potrebbe dover affrontare sfide significative. Senza la capacità di utilizzare i dati di terze parti, dovranno adottare nuove strategie e approcci per rimanere rilevanti e efficaci. 

Amazon vs Google

L’industria della pubblicità sta entrando in una nuova era, dove la privacy dell’utente e l’autenticità dei dati diventano i fulcri attorno a cui ruota il successo di una campagna pubblicitaria. In questo scenario, Amazon emerge con un vantaggio distintivo, grazie al suo tesoro di first-party data ricavati dalla sua vasta piattaforma e-commerce. Questa riserva di dati diretti mette Amazon in una posizione favorevole, pronta a offrire alle aziende insights preziosi e mirati che rispettano le crescenti aspettative di privacy del consumatore. In particolare, parliamo di: 

  • Amazon Advertising. Amazon Advertising è la divisione dedicata alla pubblicità online. Utilizza i dati degli utenti, che provengono principalmente dalle attività di shopping online, per offrire una pubblicità altamente mirata. Questi dati first-party includono le ricerche degli utenti, i comportamenti di acquisto e la navigazione sul sito. 
  • Amazon DSP (Demand-Side Platform). Questa piattaforma consente agli inserzionisti di accedere ai dati di Amazon per creare campagne pubblicitarie mirate su una vasta rete di siti Web e app. Offre funzionalità avanzate di targeting basate sui dati dei clienti, consentendo agli inserzionisti di raggiungere un pubblico specifico. 
  • Amazon Retail Media. Un ecosistema pubblicitario all’interno del suo marketplace, consentendo agli inserzionisti di promuovere i propri prodotti direttamente nelle pagine dei risultati di ricerca e nelle pagine dei prodotti. Questa forma di pubblicità sfrutta i dati di shopping dei clienti. 
  • Alexa e i dispositivi Smart. I dati vocali e le statistiche di utilizzo dei dispositivi Alexa e di altri dispositivi smart vengono utilizzati per offrire pubblicità mirate agli utenti, come suggerimenti di prodotti o servizi. 
  • Privacy e conformità. Amazon sta affrontando le preoccupazioni sulla privacy attraverso l’adozione di politiche e misure di conformità rigorose per proteggere i dati dei clienti. Ciò include l’aderenza alle leggi sulla privacy dei dati e l’implementazione di controlli per permettere agli utenti di gestire le proprie preferenze sulla privacy. 

È possibile fare un raffronto significativo con un altro gigante del mondo tech, Google. Anche Google ha posto una maggiore enfasi sui first-party data per affrontare le sfide legate alla privacy e alle restrizioni sull’accesso ai dati degli utenti. Alcuni dei modi principali in cui ha fatto ciò includono: 

  • Google Analytics 4 (GA4). Una nuova versione di Google Analytics incentrata sui first-party data. Questa versione consente agli inserzionisti di raccogliere dati direttamente dal proprio sito web o dalle app, riducendo la dipendenza dai cookie di terze parti. 
  • Privacy Sandbox. Un’iniziativa volta a migliorare la privacy degli utenti online. Questo include l’introduzione di strumenti come FLoC (Federated Learning of Cohorts), che utilizza l’apprendimento automatico per creare gruppi di utenti con interessi simili senza dover condividere dati individuali. 
  • First-Party Cookies. Google sta spingendo per l’uso di first-party cookies, che sono cookie gestiti direttamente dal proprietario del sito Web. Questi cookie sono considerati più affidabili in termini di privacy rispetto a quelli di terze parti. 
  • Diversificazione delle fonti di dati. In generale, gli inserzionisti sono incentivati a raccogliere e utilizzare dati direttamente dai propri clienti o visitatori del sito Web. Questo aiuta a creare un ecosistema pubblicitario più resiliente alle modifiche normative sulla privacy. 
  • Google Ads. Google sta aggiornando i suoi strumenti di pubblicità online per consentire agli inserzionisti di utilizzare i dati dei propri utenti in modo più mirato e conforme alle normative sulla privacy. 

Conclusioni

Questo cambiamento paradigmatico sottolinea la necessità per le aziende di esplorare le varie soluzioni pubblicitarie di Amazon: dalle classiche campagne search interne ad Amazon, alla programmatica (DSP) disponibile anche per quei brand che non vendono servizi o prodotti attualmente venduti su Amazon, alle nuove display non endemiche che possono appunto apparire anche al di fuori dell’ecosistema Amazon (ma attualmente disponibili sono negli States).  

La battaglia dei dati tra Google e Amazon non è solo una manifestazione della concorrenza nel dominio digitale, ma rappresenta anche un campanello d’allarme per le aziende e gli advertiser. Invita a un’esplorazione più profonda e a un’applicazione prudente dei dati in modo che la pubblicità online possa prosperare, rispettando allo stesso tempo l’inviolabilità della privacy dell’utente. 

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Relazione Cliente-Agenzia, come farla funzionare bene?

“Voglio avere una crescita mensile costante del 10% su Amazon”. Se questa è la richiesta del cliente, la nostra risposta può essere solo: “Purtroppo non è un obiettivo realistico.”.

Ma allora, quali obiettivi dovrebbe avere un venditore su Amazon e cosa è davvero importante nel rapporto con l’agenzia?

Ecco come la pensiamo noi di Selll.

Comunicazione

L’elemento fondante del rapporto tra agenzia e cliente è la fiducia, supportata da una condivisione di informazioni schietta e trasparente. Prima ancora di affrontare il tema degli obiettivi, in termine di tempistiche e di performance, parliamo quindi di comunicazione.

Se l’agenzia garantisce un certo risultato con una certa tempistica, questi termini devono essere rispettati. Alcuni esempi frequenti sono: la pubblicazione di prodotti, l’attivazione di campagne, il raggiungimento di un KPI.

Gli imprevisti sono proverbialmente dietro l’angolo, inclusi bug e disservizi della piattaforma. Ci sono molte variabili che non possiamo controllare, ma è nostra responsabilità cercare una soluzione e soprattutto, aggiornare il cliente prima che sia lui stesso a chiederci le ragioni di un problema.

Viceversa, daremmo l’impressione di non aver rilevato il problema o di averlo ignorato. Insomma, oltre al danno di mancare una consegna, la beffa fare una cattiva impressione non comunicando di aver gestito la situazione.

La fiducia ha ripercussioni non solo morali, ma pratiche: un cliente insicuro avvierà delle attività di micromanaging andando a consumare tempo e risorse. Questo mina il rapporto tra le parti, creando un clima tossico dove non si lavora per i risultati, ma per cogliere in fallo l’interlocutore.

In quest’ottica, noi cerchiamo sempre di programmare dei touch point settimanali e un catch up a cadenza almeno mensile. Quest’ultima è l’occasione per commentare insieme un report che, nel nostro caso, viene presentato tramite un software dedicato con dati in real time, sempre disponibili per essere consultati dal cliente.

Un’altra integrazione utile è un tool di pianificazione condiviso (Trello, Asana, Clickup,…) tra agenzia e cliente. Quest’ultimo può così monitorare lo stato di avanzamento delle task nella più completa trasparenza, nonché valutare il carico di lavoro giorno per giorno.

Ci vuole tempo? Sì. Ne vale la pena? Sì. Dati certi, affidabili, anche quando non sono positivi, alimentano una relazione di fiducia.

Questo senza contare che a volte il cliente non conosce nel dettaglio la piattaforma di Amazon e quindi parte del nostro impegno è presentare proposte credibili nel modo più chiaro possibile, con tanta professionalità quanta umanità.

Obiettivi realistici: tempistiche e performance

L’altro punto fondamentale è concordare obiettivi realistici. La relazione tra cliente e agenzia si può equiparare a quella tra un atleta e il suo coach. L’atleta deve avere delle ambizioni e deve discuterne con il proprio preparatore per capire qual è la strada migliore per raggiungerle, nonché le tempistiche necessarie.

Non è realistico che una persona che non ha mai giocato a calcio voglia vincere la Champions League in un paio d’anni. Allo stesso modo, a noi è capitato di chiudere il rapporto con un cliente che ha preferito un’agenzia più ambiziosa, salvo però tornare da noi dopo sei mesi.

Capiamo bene che per un’azienda possa non essere facile bilanciare sicurezza e ambizione, ma il modo di identificare degli obiettivi realistici c’è! Do the math.

Se un cliente vuole raddoppiare il proprio fatturato iniziamo col controllare impression, click, CTR, CR, basket medio, percentuali di ordini da organico e a pagamento: confrontiamo poi questi dati con i risultati desiderati. Quali metriche sono più significative per realizzare il cambiamento voluto? Quanto dovrebbero variare?

Il nostro metodo è econometrico, con analisi di regressione per studiare i dati in modo statistico.

In questo modo evidenziamo subito, dati alla mano, l’impegno necessario e la fattibilità del risultato. Il colpo d’occhio dato da un “+10%” è ben diverso da quello di un “+300%”.

Spesso è il mercato stesso a evidenziare i limiti di fattibilità di un progetto: se un cliente richiede di fare 10.000 ordini al mese e le ricerche mensili degli utenti di quella nicchia sono 10.000, è matematicamente impossibile ottenere tale risultato. In questo caso siamo noi stessi a proporre un obiettivo diverso o a consigliare all’azienda di non investire in Amazon.

Il cliente deve quindi essere il più esaustivo possibile nel descrivere le proprie necessità, contestualizzandole all’interno del piano di investimento a breve-medio termine. Abbiamo bisogno di avere una prospettiva completa, trasparente, per svolgere il nostro compito al meglio e concordare degli obiettivi condivisi.

Per un’agenzia ci sarà sempre la tentazione di guadagnare un cliente un cliente provando a vendere un sogno, ma questo brucerà la relazione in poco tempo.

Noi preferiamo un approccio consulenziale, che forse ci ha precluso e ci precluderà qualche partnership, ma rende i nostri rapporti commerciali più duraturi e i clienti soddisfatti.

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Prime Day 2023: i prodotti più ricercati

Nel 2023, l’evento Amazon Prime Day ha avuto luogo tra l’11 e il 12 luglio. 

“Il primo giorno del Prime Day, l’11 luglio, è stato il singolo giorno di vendite più grande nella storia dell’azienda, contribuendo a rendere questo l’evento Prime Day più grande di sempre. È stato anche l’evento Prime Day più grande di sempre per i venditori indipendenti, la cui crescita delle vendite ha superato quella di Amazon Retail. Nel corso dell’evento di shopping di due giorni, i membri Prime hanno acquistato oltre 375 milioni di articoli in tutto il mondo e risparmiando oltre 2,5 miliardi di dollari su milioni di offerte” – aboutamazon.com 

Riassumendo in una frase, possiamo dire che ancora una volta Amazon ha battuto i suoi record, continuando a migliorare le performance di anno in anno. 

Ma quali sono i prodotti più cercati e comprati in Europa e negli Stati Uniti? Ecco le parole più cercate in diverse nazioni durante il Prime Day 2023, con i relativi volumi di ricerca mensili. 

Dai dati è facile intuire quali popolazioni stiano affrontando le alte temperature estive. Altri prodotti molto ricercati sono invece: friggitrici ad aria, prodotti Apple, videogiochi (in particolare per la PlayStation 5), i Lego e i dispositivi Amazon come Alexa, il Kindle o la Fire TV. Menzione d’onore per Crocs e Birkenstock. 

ITALIA 
11/07/23 12/07/23 
Classifica Termine di ricerca Classifica Termine di ricerca 
ventilatore ventilatore 
friggitrice ad aria friggitrice ad aria 
condizionatore portatile condizionatore portatile 
alexa alexa 
birkenstock donna cuffie bluetooth 
iphone 14 birkenstock donna 
airpods ventilatore a piantana 
ventilatore a piantana airpods 
cuffie bluetooth ps5 
10 ps5 10 iphone 14 
FRANCIA 
11/07/23 12/07/23 
Classifica Termine di ricerca Classifica Termine di ricerca 
ventilateur aspirateur balai sans fil 
climatiseur mobile ventilateur 
iphone 14 aspirateur robot 
ventilateur silencieux iphone 14 
aspirateur balai sans fil climatiseur mobile 
ps5 iphone 14 pro max 
iphone 14 pro max aspirateur à main 
iphone 14 pro airpods 
airpods iphone 14 pro 
10 kindle 10 batterie externe 
SPAGNA 
11/07/23 12/07/23 
Classifica Termine di ricerca Classifica Termine di ricerca 
aire acondicionado portatil aire acondicionado portatil 
ventilador ventilador 
alexa alexa 
ventilador de techo con luz ventilador de techo con luz 
ventilador de pie auriculares inalambricos bluetooth 
kindle ventilador de pie 
auriculares inalambricos bluetooth freidora aire 
fire tv stick kindle 
freidora aire airpods 
10 aspiradora sin cable 10 fire tv stick 
GERMANIA 
11/07/23 12/07/23 
Classifica Termine di ricerca Classifica Termine di ricerca 
alexa alexa 
ventilator fire tv stick 
klimaanlage apple watch 
fire tv stick ventilator 
apple watch airpods 
airpods klimaanlage 
kindle fire tv 
staubsauger kindle 
lego ipad 
10 echo dot 10 staubsauger 
REGNO UNITO
11/07/23 12/07/23 
Classifica Termine di ricerca Classifica Termine di ricerca 
ninja air fryer ninja air fryer 
air fryer air fryer 
ring doorbell wireless ring doorbell wireless 
kindle kindle 
echo dot ring doorbell 
fire tv stick fire tv stick 
ring doorbell lego 
lego echo dot 
crocs crocs 
10 apple watch 10 electric toothbrushes adults 
OLANDA 
11/07/23 12/07/23 
Classifica Termine di ricerca Classifica Termine di ricerca 
lego lego 
eufy eufy 
kindle kindle 
airpods crocs 
airfryer airpods 
apple watch apple watch 
airpods pro 2 airfryer 
playstation 5 airpods pro 2 
ps5 playstation 5 
10 nintendo switch 10 ring doorbell 
STATI UNITI
11/07/23 12/07/23 
Classifica Termine di ricerca Classifica Termine di ricerca 
apple watch prime deals of the day today only 
kindle apple watch 
air fryer ring doorbell 
ring doorbell air fryer 
airpods kindle 
ipad apple watch series 8 
sol de janeiro fire stick 
yeti airpods 
tv crocs 
10 ninja creami 10 the summer i turned pretty 
PAESE PAROLA VOLUME DI RICERCA MENSILE 
ITALIA Ventilatore 414k 
FRANCIA Ventilateur 244k 
SPAGNA Aire Acondicionado Portatil 242k 
GERMANIA Alexa 208k 
REGNO UNITONinja Air Fryer 232k 
OLANDA Lego 13k 
STATI UNITIApple Watch 1,1m 
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Amazon Marketing Cloud: analizza il tuo funnel!

L’Amazon Marketing Cloud (AMC) è uno strumento di misurazione e analisi attraverso cui è possibile misurare l’impatto e l’efficacia dell’interno marketing funnel. È utile per analizzare e ottimizzare le performance date dalla combinazione di campagne Sponsored Ads e programmatiche Demand Side Platform (DSP).

L’AMC fornisce ai professionisti del marketing la possibilità di valutare i risultati delle loro campagne pubblicitarie tramite l’utilizzo di una “data cleanroom”, in cui viene preservato l’anonimato dei dati degli utenti consentendo comunque di ottenere preziose informazioni sul loro comportamento.

Ecco alcuni esempi delle ricerche che è possibile svolgere grazie a questo strumento:

  • Analisi delle impression per misurare la frequenza ottimale per ogni metrica di conversione.
  • Analisi per identificare quali ASIN attirano il maggior numero di nuovi clienti e per identificare l’efficacia delle campagne nel raggiungere nuovi clienti.
  • Analisi della sovrapposizione dei formati pubblicitari per comprendere l’impatto che hanno quando vengono visualizzati singolarmente rispetto a quando vengono visualizzati entrambi (come le variazioni nel tasso di conversione).
  • Analisi per identificare le parole chiave di brand cercate dopo l’esposizione agli annunci DSP.
  • Analisi del percorso di conversione per identificare il numero di touch point e l’ordine in cui vengono visualizzati prima di una conversione.
  • Analisi per determinare il tempo necessario affinché un cliente converta dopo l’ultima visualizzazione di un annuncio.
  • Analisi delle prestazioni DSP e Sponsored Ads in base all’ora del giorno.
  • Analisi del rendimento delle campagne DSP per località geografiche.

Contattaci per approfondire le applicazioni pratiche dei dati offerti da Amazon Marketing Cloud e per esplorare la piena portata delle campagne pubblicitarie di Amazon.

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DSP: pubblicità programmatica anche per chi non è su Amazon

Lo sapevi che puoi fare pubblicità su Amazon utilizzando i dati proprietari di Amazon e il targeting basato sull’intenzione di acquisto anche se non vendi i tuoi prodotti o servizi su Amazon?

Se vendi prodotti che non sono disponibili sul marketplace, come per esempio automobili o soggiorni turistici, o se offri servizi come operatore telefonico, servizi finanziari e assicurazioni, puoi avvalerti di Amazon DSP (Demand Side Platform), la piattaforma per la pubblicità programmatica. Puoi utilizzare questa pubblicità per generare lead di qualità e portare traffico verso il proprio sito.

Esistono oltre 3.000 audience che Amazon mette a disposizione tra i quali troviamo:

  1. Chi è single o coniugato
  2. Chi ha la scuola secondaria o la laurea
  3. Audience divisi per reddito
  4. Affittuari o proprietari di casa
  5. Chi si è appena trasferito in una casa da uno o 3 mesi
  6. Chi sta per diventare genitore, chi lo è appena diventato, o chi lo è e che età hanno i figli
  7. Chi viaggia con bambini
  8. Chi pratica un certo sport
  9. Gli utenti di un dato operatore telefonico
  10. I possessori di un certo brand automobilistico, stile di vettura

A questi si possono aggiungere custom audience come:

  1. Tutti gli utenti che hanno visualizzato o acquistato un certo prodotto
  2. Lookalike di audience basate sulle e-mail che hai acquisito in campagne di lead generation

Inoltre, si possono creare intersezioni tra i vari audience come, per esempio, tutti gli utenti con un certo reddito che hanno appena cambiato casa e che comprano i prodotti di un certo marchio.

Ma oltre agli audience specifici, che altri benefici può avere la DSP? Seguono alcuni studi che riportano esempi di come gli utenti di Amazon possono essere rilevanti per diversi settori:

  • Le persone che comprano regolarmente su Amazon sono 1,3 volte più inclini a scegliere una banca completamente digitale come banca principale, e 5 volte più propense a preferire una banca locale o regionale come banca principale.
  • Il 55% delle richieste di mutuo fatte nel 2021 sono state presentate da Millennial e membri della Generazione Z. Questi gruppi hanno il 44% di probabilità in più di preferire le comunicazioni online rispetto a quelle faccia a faccia e sono quindi più propensi a guardare contenuti video disponibili sui canali Amazon:Prime Video, Fire TV, Twitch, nonché gli stessi  i video che appaiono sul marketplace stesso.
  • Il 71% dei clienti Amazon prevede fare un viaggio nei prossimi 12 mesi. Inoltre, l’81% di essi fa acquisti su Amazon ogni settimana.
  • Lo streaming è un elemento di massima attenzione per chi sottoscrive abbonamenti Internet. L’83% dei clienti Amazon è uno streamer e ha il 125% di probabilità in più di cambiare fornitore di servizi Internet, dimostrandosi più sensibile alle diverse politiche di marketing adottate dai provider.
  • Nel settore dell’automobile e delle motociclette, il processo di acquisto si sta sempre più spostando sui canali online, dove i potenziali clienti si formano un’opinione prima di acquistare. Infatti, il 48% dei clienti che acquistano auto aveva già deciso la marca o il modello del veicolo prima dell’acquisto. È quindi importante utilizzare più touchpoints digitali possibili per comunicare con il cliente.

Amazon ha aumentato quest’anno il budget minimo da investire per avere il proprio account DSP a 200.000 € annui, ma un’agenzia con un account attivo può integrare il tuo budget nel suo totale, rimuovendo di fatto questo limite all’entrata.

Resta comunque da tenere presente che un investimento troppo basso potrebbe non essere sufficiente per poter validare le campagne secondo i parametri della piattaforma.

Se sei interessato, contattaci per un’analisi preliminare per capire quanto grande potrebbe essere il mercato dei potenziali clienti e che budget servirebbe per raggiungerli.

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Transparency: il programma di Amazon per tutelare i produttori

È possibile essere l’unico venditore di un prodotto su Amazon e avere il completo controllo del prezzo? Sì e no.

Coloro che già vendono su Amazon sanno che l’unico modo per avere il completo controllo sul prezzo è aprendo un account Seller. Viceversa, i Vendor possono suggerire un prezzo di vendita ad Amazon, che non sempre viene rispettato. Amazon utilizza vari tools di scraping per controllare il prezzo dei prodotti in diversi siti, oltre che sulla propria piattaforma, e modifica di conseguenza i prezzi da presentare agli utenti. Oltretutto, un venditore, Seller o Vendor che sia, può intervenire sul prezzo dei propri prodotti, ma non su quelli dei concorrenti.

Molte aziende non vendono direttamente su Amazon perché non vogliono entrare in concorrenza con i propri rivenditori, soprattutto sul prezzo, che resta la variabile più importante per vincere la Buy Box.

Esiste però una soluzione: il programma Transparency: https://brandservices.amazon.it/transparency.

Grazie a Transparency, Amazon dà la possibilità ai detentori di un marchio di proteggere i propri prodotti. Tramite l’apposizione di un codice QR code, infatti, sarà possibile certificare che un determinato bene appartenga a tutti gli effetti ad un certo marchio. Gli iscritti, infatti, possono decidere autonomamente, in quanto proprietari del marchio, a chi dare l’accesso a questi codici.

Dal momento dell’iscrizione, ogni prodotto che entrerà nei magazzini di Amazon dovrà avere questo codice. Per evitare che le merci vengano vendute direttamente dai rivenditori, senza passare per la logistica di Amazon, il rivenditore dovrà inserire un codice di verifica aggiuntivo anche per collegarsi ad una certa pagina prodotto.

Il cliente finale potrà verificare l’effettiva autenticità di un oggetto visualizzato su Amazon sia durante la normale navigazione sulla piattaforma (grazie a un badge dedicato), sia scannerizzando il QR sul prodotto una volta ricevuto.

Il programma Transparency, infatti, è stato pensato per qualsiasi tipo di uso, non solo interno ad Amazon. I codici QR da applicare a ciascun prodotto sono univoci e non sequenziali: diventa impossibile poterlo copiare o contraffare. 

Iscriversi a questo programma offrirebbe quindi diversi benefici a un produttore di beni.

  • Decidere se e quali rivenditori possono gestire i propri prodotti su Amazon.
  • Applicare i codici solo ai prodotti venduti direttamente, così da mantenere l’esclusiva su Amazon.
  • Impedire a un venditore di “attaccarsi” alla scheda di un proprio prodotto e venderne uno contraffatto.
  • Evitare che prodotti venduti in altri mercati a prezzi differenti vengano rivenduti in Italia.
  • Bloccare la creazione di bundle fittizi con dei prodotti che non appartengono alle linee del produttore.
  • Con un account Seller, inoltre, è possibile controllare pienamente il prezzo. Per coloro che non volessero aprire un account seller per le difficoltà dovute alla rendicontazione delle fatture al cliente finale, noi abbiamo una soluzione anche per questo.

Segnaliamo infine che Amazon richiede alle aziende aderenti al programma di applicare i codici su tutti i prodotti. Questo apre alla possibilità, per un distributore di prodotti originali, di tentare un’escalation con Amazon per ottenere i codici dal brand.

LEGGI ANCHE: Amazon taglia i costi: problemi e soluzioni per i Vendor

Transparency non ha alcun tipo di costo fisso: gli unici oneri sono pari 0,045€ ad etichetta fino ad un milione di etichette generate. Per produzioni maggiori il prezzo si abbassa ulteriormente. Questo programma è in espansione progressiva, ed è sempre più consigliato dalla piattaforma. Marchi come Seiko, LG, Fujitsu, Remington, hanno già aderito e stanno proteggendo i loro prodotti.

Se vuoi approfondire come questo programma possa aiutare la tua azienda, contattaci.

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