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Amazon taglia i costi: problemi e soluzioni per i Vedor

Il nuovo CEO di Amazon Andy Jassy ha indetto una crociata per tagliare i costi di Amazon* e questo ha avuto un notevole effetto sui venditori.

Per esempio, dal 2023 Amazon inizierà a escludere i rivenditori dal programma vendor, con alcune eccezioni, come coloro che hanno l’esclusiva per la vendita di un determinato prodotto. In questo modo la piattaforma potrà comprare i prodotti direttamente dal produttore**.

I problemi creati dalla nuova gestione di Amazon

Più in generale, notiamo come l’iniziativa del CEO si configuri come un tentativo di contrastare il diffuso aumento dei prezzi legato al periodo storico contemporaneo. Dalle nostre conversazioni con i clienti abbiamo evidenziato 3 problemi principali.

  1. L’aumento dei costi di produzione ha portato ad un aumento dei prezzi del listino, ma Amazon si rifiuta di comprare questi prodotti. In alcuni casi, venditori che fatturavano centinaia di migliaia di euro che si vedono costretti a ridurre drasticamente il proprio catalogo e conseguentemente anche di fatturato.
  2. Amazon ha ristretto la finestra di consegna dei prodotti imposta ai Vendor (ossia i tempi per consegnare le merci ai magazzini della piattaforma), aumentando così il numero di multe (chargeback) previste per chi non rispetta queste tempistiche.
  3. Recentemente, spesso Amazon non accetta i nuovi prodotti proposti da un Vendor, nonostante esista un programma per spingere i prodotti nuovi chiamato Born To Run.

La soluzione: Seller

Una soluzione a tutte queste problematiche potrebbe essere l’apertura di un account Seller. Così facendo si avrebbe il completo controllo del prezzo, del catalogo e delle finestre di consegna (con il programma FBA non esistono).

Notiamo però che molte aziende B2B, abituate a vendere ad Amazon, non vogliono entrare nel mercato B2C per timore di entrare in conflitto con i propri rivenditori e perché non vogliono gestire le spedizioni e la fatturazione al cliente finale.

È importante quindi ricordare che grazie al programma FBA, l’azienda non spedisce al cliente finale ma ai magazzini Amazon e Amazon spedisce al cliente finale, e Amazon si può occupare della fatturazione in automatico.

Con un account Seller è inoltre possibile monitorare e di conseguenza regolare la percentuale di Buy Box vinte usando una strategia non troppo aggressiva, lasciando quindi parte della vendita ai propri rivenditori. A differenza del programma Vendor, è possibile essere molto più precisi nell’attuazione di questa strategia, in quanto si mantiene il pieno controllo del prezzo.

La soluzione: i rivenditori di fiducia

Un’altra idea che abbiamo consigliato ad alcuni clienti è quella di instaurare un rapporto stretto con un rivenditore di fiducia, che disponga di un account seller, e utilizzare quell’account come se fosse quello dell’azienda. Sarebbe quindi possibile concordare delle scontistiche dedicate per questo rivenditore, o in alternativa rimborsare il budget pubblicitario investito nell’account. Così facendo è possibile:

  • mantenere il controllo sul prezzo
  • evitare restrizioni legate alla shipping window
  • gestire il catalogo e il lancio di nuovi prodotti

In assenza di un rivenditore preferenziale, noi di Selll abbiamo partner che possono offrire questo tipo di servizio acquistando la merce dall’azienda rivendendola tramite l’account Seller. Siamo consapevoli che per Amazon questo sia un momento storico ricco di cambiamenti: è necessario quindi riuscire a intercettare le possibilità offerte dalla piattaforma alle aziende che sanno mostrare flessibilità nelle soluzioni commerciali e rapidità nelle decisioni strategiche per guadagnare un vantaggio di mercato.

Link
* https://www.cnbc.com/2022/11/30/amazon-ceo-cost-cutting-review-revealed-economy-is-more-uncertain-than-thought.html
** https://www.cnbc.com/2023/02/15/amazon-cuts-ties-with-eu-distributors-amid-wider-push-to-trim-costs.html

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ChatGPT: opportunità e limiti per Amazon Vendor e Seller

I test per vagliare le potenzialità di ChatGPT sono ormai molto diffusi. Anche noi abbiamo voluto vedere come questa Intelligenza Artificiale può applicarsi nel nostro settore.

La domanda introduttiva che abbiamo posto è: “Come ChatGPT può aiutare un Seller o un Vendor a gestire Amazon?”.

ChatGPT e i punti elenco delle schede prodotto di Amazon

Abbiamo quindi voluto testare l’IA nella creazione di alcuni bullet point per una maglietta in cotone organico, domandando come stilare un testo persuasivo.

Non fornendo il nome di un brand specifico, ci aspettavamo contenuti generici, spunti da integrare per definire più precisamente un prodotto reale.

ChatGPT e le immagini delle schede prodotto di Amazon

Oltre ai bullet point, abbiamo anche chiesto consigli su come creare le 7 immagini da inserire nella scheda prodotto.

Un piccolo extra: abbiamo riportato il punto 3 su un’altra interfaccia di Intelligenza Artificiale, Dall-E 2, per creare un’immagine in linea con questa descrizione.

ChatGPT e le parole chiave per indicizzare i prodotti su Amazon

Abbiamo quindi voluto chiedere a ChatGPT come trovare le parole chiavi utili per dare maggior visibilità ad una scheda prodotto.

Escludendo il punto 1 (l’Amazon Keyword Tool non è ancora disponibile in Europa), l’IA ha dato consigli sensati. Da un punto di vista tecnico, emerge in particolare il punto 2: in alcuni stati, gli strumenti esterni che analizzano i volumi di ricerca su Amazon non funzionano. Per questo anche noi cerchiamo conferme analizzando le query inserite sui motori di ricerca.

ChatGPT e l’ottimizzazione delle campagne pubblicitarie su Amazon

Abbiamo quindi voluto vedere se l’AI è in grado di dare consigli sull’ottimizzazione di una campagna pubblicitaria Sponsored Product Manuale.

In realtà un CTR dell’1% è elevato per Amazon, e un CR del 5% è basso. In questo caso pensiamo che avremmo dovuto dare maggiori indicazioni all’IA.

ChatGPT e il lancio di un prodotto su Amazon

Abbiamo poi voluto testare l’affidabilitò di ChatGPT nel trovare una strategia di lancio per delle cuffie Bluetooth da 25€ per un brand non conosciuto.

Alcuni punti sono scontati ma ha attratto la nostra attenzione il punto 5; ci consiglia infatti di usare delle Sponsored Display di retargeting per riproporre il nostro prodotto a potenziali acquirenti indecisi.

Anche il punto 7 è degno di nota: portare traffico da altri spazi Web esterni ad Amazon aumenta maggiormente il ranking del proprio prodotto sulla SERP di Amazon. La piattaforma può infatti sfruttare questo traffico per il cross selling.

Abbiamo infine chiesto all’IA quale budget minimo stanzierebbe per il lancio di questo prodotto.

Era una domanda lineare, che non esplicita tutte le variabili da considerare per una scelta così strategica. ChatGPT ha dato comunque una risposta pertinente, consigliando di partire con un budget ridotto per testare e ottimizzare.

Conclusioni

In chiusura, possiamo confermare quanto ChatGPT dice di sé stessa:

“… uno strumento potente che i venditori su Amazon possono utilizzare per automatizzare molte delle loro attività, liberando del tempo prezioso per concentrarsi su ciò che conta davvero: aumentare le vendite e soddisfare i clienti.”

I consigli forniti sono poco utili nel creare strategie complesse. Gli output di ChatGPT sono da intendersi come spunti utili per il brainstorming, da sviluppare poi con le nostre analisi, l’esperienza e la creatività propria di una Human Intelligence.

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Giochi da tavolo su Amazon: inizia il picco di vendite!

I giochi da tavolo sono una categoria di prodotti particolarmente soggetta a picchi di vendita nel periodo dal Black Friday e al Natale. Le aziende che producono giocattoli, infatti, realizzano circa il 50% del fatturato in questi due mesi.

Per questo presentiamo una panoramica sui trend di mercato di questa nicchia su amazon.it, e in particolare sui giochi da tavolo.

“Giochi da tavolo” su Amazon

La keyword “giochi da tavolo” ha totalizzato 77.000 ricerche negli ultimi 30 giorni, un dato che storicamente segna l’inizio di un picco che durerà fino a gennaio inoltrato. Inoltre, di anno in anno questa crescita raggiunge numeri sempre più alti. Difatti, nel 2019 il picco è stato di 370.000 ricerche, nel 2020 di 470.000 e nel 2021 di 510.000.

In ogni caso, nel corso dell’anno questa parola chiave non scende mai sotto le 13.000 ricerche mensili, indicando che i “giochi da tavolo” sono prodotti sempre desiderati.

“Giochi da tavolo”: ricerche correlate

Su Amazon, le parole chiave correlate a “giochi da tavolo” con più alto volume di ricerca mensile sono:

  • “giochi bambino 1 anno”: 46.000 ricerche mensili
  • “giochi bambini 2 anni”: 40.000 ricerche mensili
  • “puzzle”: 30.000 ricerche mensili
  • “giochi da tavolo adulti”: 17.000 ricerche mensili

È un mercato redditizio quanto competitivo. Notiamo infatti che i primi 50 prodotti che compaiono nelle ricerche hanno avuto un fatturato medio di quasi € 13.000 negli ultimi 30 giorni, e le recensioni medie sono 2.794.

Il fatturato e i top player

Al primo posto come fatturato stimato negli ultimi 30 giorni troviamo What Do You Meme?, di Rocco Giocattoli, con circa 85.000€ seguito a ruota dall’intramontabile Risiko di Spin Master, con 82.000€. Taboo, al terzo posto, negli ultimi 30 giorni ha fatturato 40.000€.

Ma qual è il trend del fatturato di questa nicchia e come è diviso il mercato tra i top player?

Abbiamo analizzato oltre 4.200 prodotti indicizzati per la parola chiave “giochi da tavolo” e oltre 971 brand: i primi cinque per market share detengono quasi il 50% del mercato.

Il grafico che segue, invece, mostra come è variato il fatturato dei primi 10 brand nel corso dell’ultimo anno.

Asmodee rimane il leader indiscusso. Hasbro Gaming aveva guadagnato quote di mercato a dicembre 2021 per poi cederle a Mattel Games durante l’estate 2021.

Da tenere sotto osservazione è il brand Spin Master, che a settembre 2021 fatturava sui €9.000, per salire invece a €84.000 quest’anno, grazie a novità in catalogo come “Risiko” e “Harry Potter Caccia al Boccino d’Oro”.

Il grafico seguente rappresenta il fatturato totale mensile dei 4.200 prodotti analizzati. Il picco a dicembre 2020 e gennaio 2021 è dato da Asmodee, che da solo ha fatturato rispettivamente €3.5m e €4.8m. In quel periodo ha infatti lanciato una serie di espansioni del celebre gioco Dixit, che hanno incontrato il favore del pubblico.

Infine, andiamo oltre a gennaio del 2020, dato l’aumento di fatturato dovuto al lancio di questi nuovi giochi. Confrontiamo quindi febbraio-settembre 2020 con il medesimo periodo del 2021, e notiamo un aumento complessivo del 10% del fatturato: da €16m a €17.8m.

Se gestisci un brand nel settore dei giocattoli e se cerchi una strategia ad hoc per entrare efficacemente in questo mercato, contattaci ora senza impegno.

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Automotive su Amazon: ricambi, accessori… e gadget

Il mercato dei ricambi di automobili si sta spostando online. Computer Assisted Web Interview riporta* che il lockdown ha portato il 56% del campione intervistato ad aumentare in modo significativo gli acquisti online, mentre solo l’8% dichiara ancora di non averne mai fatti.

eBay resta il marketplace di preferenza degli utenti per cercare i pezzi di ricambio e gli accessori per la propria auto, ma la competitività di Amazon è alta, con la possibilità di scegliere precisamente il modello di un veicolo e trovare i medesimi articoli.

In questo articolo presentiamo quindi quali sono i brand di auto e gli accessori/ricambi attualmente più ricercati, con una breve analisi. Alcune note:

  • I dati presentati riguardano 30 giorni precedenti il 2 agosto 2022.
  • L’analisi è incentrata sulle case automobilistiche, senza entrare nello specifico delle ricerche che non comprendessero il nome del brand. Se collabori con una concessionaria o un produttore, contattaci per un’analisi più dettagliata.
  • Sono stati esclusi brand come Mini, Lancia o Smart presentano delle ambiguità non immediatamente risolvibili nell’analisi delle parole chiave. Altri esclusi, come Honda, Mitsubishi, Nissan e Suzuki operano in diversi settori, generando una varietà molto eterogenea di parole chiave legate al brand.
  • Mancano infine alcuni player del settore, quali ad esempio Lada, Pagani, Koenigsegg, Mahindra, Ssangyong in quanto molto di nicchia o praticamente sconosciuti in Italia.

Ecco dunque la lista dei 41 brand analizzati:

Per quanto riguarda i marchi di auto più lussuosi, le ricerche sono legate maggiormente alla fama e allo status, e non direttamente all’automotive: Lego, profumi, orologi, vestiario, modellini. I marchi che producono vetture più accessibili sono invece maggiormente coinvolti in ricerche di pezzi di ricambio e accessori.

Per esempio, i porta chiavi hanno oltre le 43 mila ricerche mensili, autoradio 25 mila, tappetini 23 mila, adesivi 17 mila, tergicristalli 15 mila, cerchioni/copricerchioni/tappi cerchi 14,5 mila, pomelli per il cambio 8,6 mila, paraurti 4,5 mila, pastiglie e dischi dei freni 4 mila, griglie e tappi radiatore 1,3 mila, parabrezza 1,1 mila.

Infine, è significativo notare come un alto numero di utenti cerchi semplicemente “accessori auto” (48K) o il modello del proprio veicolo per avere una panoramica dei prodotti disponibili nella Amazon. Interpretiamo questi ed altri dati come un indice di attenzione da parte delle persone, che vedono in Amazon una piattaforma funzionale anche a questo genere di acquisti e guardano con interesse alle iniziative dei venditori/rivenditori su questo canale di vendita.

* Fonte: https://www.alvolante.it/business/news/ricambi-auto-online-ricerca-anfia-373798.

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Il ritorno a scuola secondo Amazon

A metà settembre ricominciano le scuole, ma le ricerche online sugli acquisti correlati iniziano ben prima!

Per intercettare questa domanda e offrire uno spazio di navigazione dedicato, Amazon dispone di una vetrina dedicata al ritorno a scuola.

Altra iniziativa, di pari importanza, sono gli sconti Prime dedicati agli studenti.

Le ricerche della settimana tra il 21 e il 27 agosto

Al 4° posto tra le parole più ricercate su amazon.it troviamo “diario scuola 2022 2023”, con oltre 165 mila ricerche mensili. I best seller di ScuolaZoo e il diario di Chiara Ferragni, fatto in collaborazione con Pigna, hanno fatturato ciascuno oltre 20 mila euro negli ultimi 30 giorni.

Al 5° posto c’è “zaino eastpak”, e i primi 8 prodotti che compaiono per questa parola chiave fatturano oltre i 20 mila Euro, con il primo tra essi che ha fatturato oltre 75k negli ultimi 30 giorni.

Guardando oltre nella top 100, troviamo inoltre: “astuccio” al 14° posto, “zaino” al 28°, “scrivania” al 37°, “astuccio eastpak” al 44°, “zaino scuola elementare” all’81° e “evidenziatori” al 95°. Menzione speciale a “penne”, in 101a posizione.

I consigli di Selll

Il processo di ottimizzazione dei testi nel titolo, nei bullet point e nelle backend keyword dovrebbe riflettere le ricerche di quest’anno degli utenti. Inoltre, i contenuti A+ tarati e le immagini dello store tarati sul ritorno a scuola sono un modo efficace per cavalcare il trend stagionale ed emergere tra le offerte dei competitor catturando l’attenzione degli utenti.

Aumentare il budget pubblicitario per far fronte alla domanda e attivare delle promozioni sono infine due modi per veicolare il traffico sulle proprie schede prodotto.

I vantaggi nel lungo termine

Per Vendor e Seller che offrono prodotti scolastici e affini, riuscire a scalare il ranking di Amazon in questo periodo di forte interesse è un ottimo investimento nel lungo termine, perché permette alle schede prodotto di attestarsi nelle posizioni più alte anche per il resto dell’anno, in conformità al funzionamento dell’algoritmo della piattaforma.

Attivare campagne pubblicitarie e ottimizzare la SEO (i contenuti) per aumentare la visibilità e le impressioni, nonché offrire promozioni e aumentare le conversioni in questo periodo sono iniziative da strutturare e calendarizzare per tempo in un’ottica win-win nel breve e nel lungo periodo.

Per noi di Selll si tratta di una logica ben conosciuta, che applichiamo con successo in molteplici ricorrenze nel corso dell’anno e in differenti settori merceologici. Siamo pronti ad aiutarti a capitalizzare queste occasioni con il tuo brand su Amazon!

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Amazon Prime Day: perché è irrinunciabile per i venditori

L’Amazon Prime Day si terrà il 12 e 13 luglio 2022. Per Amazon si tratta dell’evento di punta del primo semestre, mentre nella seconda metà dell’anno si susseguono a stretto giro Black Friday, Cyber Monday e festività natalizie.

Amazon Prime Day: in breve

L’Amazon Prime Day è stato creato nel 2015 con l’obiettivo di superare le vendite realizzate sulla piattaforma durante il Black Friday, nonché di alimentare le iscrizioni al programma Prime grazie alle forti scontistiche riservate agli abbonati.

L’iniziativa è stata un successo crescente nel corso degli anni, al punto da passare da una durata di un giorno a una di 48 ore. Inoltre, la risonanza è tale che molti e-commerce e negozi fisici in tutto il mondo partecipano a questo periodo di saldi e offerte.

Nel 2021, l’Amazon Prime Day ha realizzato vendite per un totale di $9.55 miliardi, in aumento del 7,6% rispetto al 2020.

Amazon Prime Day: 3 best practice per i venditori

Soprattutto l’inventario

Chi usufruisce della Logistica di Amazon (FBA) deve fare in modo che i centri logistici Amazon dispongano di un inventario adeguato al traffico del Prime Day. Il consiglio è di disporre di una fornitura minima equivalente a 2 mesi di vendite presso i centri logistici Amazon prima dell’inizio del Prime Day.

Di contro, un Seller che si assume la piena responsabilità dello stoccaggio dell’inventario e della spedizione degli ordini (Fulfilled By Merchant, FBM), potrebbe voler riassegnare l’inventario da altri canali di vendita, incluso l’e-commerce.

In entrambi i casi è mandatorio non andare out of stock, anche perché in quei giorni la piattaforma processa più lentamente gli ordini dei venditori.

L’algoritmo A10 di Amazon attribuisce un peso elevato all’inventario: esaurire le scorte durante il Prime Day non significa solamente mancare un’occasione, ma danneggiare la visibilità dei prodotti durante e dopo il Prime Day

Oltre a questo, è strategico decidere se:

  • Spingere i prodotti best seller per confermarli come leader del mercato.
  • Puntare sui prodotti a bassa rotazione, per incentivare il turnover di magazzino.

Gestire il budget pubblicitario

Per Seller e Vendor il Prime Day è un evento da preparare con cura, soprattutto per quanto riguarda gli investimenti pubblicitari. Infatti, il Prime Day registra un aumento sia di competitor, sia di offerte: ciascuno cerca di approfittare del picco di ricerche diversificando le strategie di bidding.

Conviene non aspettare gli ultimi giorni per collegarsi alla console pubblicitaria: i tempi di aggiornamento non sono mai immediati, men che meno in occasione di eventi come questo. Aspettare il Day 1 (o perfino il Day 2) significa perdere traffico prezioso.

Come variano i valori di Click Through Rate? Quali campagne hanno un Ritorno sulla Spesa Pubblicitaria (ROAS) più elevato? Concentrarsi ora su una spesa pubblicitaria più intelligente gioverà a lungo termine e permetterà di creare annunci più performanti durante il Prime Day.

A questo proposito, vale la pena di valutare se passare da una budget allocation di singole campagne a utilizzare i limiti di budget giornalieri. In ogni caso, durante il Prime Day è probabile che i budget possono esaurirsi rapidamente: meglio monitorare attentamente le offerte durante i due giorni di vendita, aggiustandole e aumentandole dove necessario

Oltre a quando, quanto: i Prime Day non ammettono timidezze e mezze misure. L’aumento della concorrenza porterà a un generale aumento del Cost Per Click (CPC). Il consiglio è di concentrare la spesa pubblicitaria aggiuntiva sulle parole chiave che generano maggiori conversioni/vendite per vedere il tasso di rendimento più elevato.

Dopo il Prime Day

Gli effetti del Prime Day non si esauriscono dopo 48 ore. Finito il periodo promozionale è bene prepararsi per:

  • Domande dei clienti
  • Resi e rimborsi aggiuntivi
  • Riportare il budget a un livello di spesa “normale”
  • Sfruttare della coda di persone che non hanno acquistato durante il prime day (il traffico aumentato continua per una settimana circa).

Perché puntare sul Prime Day?

Il Prime Day ha contribuito significativamente ad affermare Amazon come marketplace. Per questo motivo, i venditori che si dimostrano capaci in queste 48 ore sono premiati nel lungo periodo.

Ecco 5 buoni motivi per puntare sul Prime Day:

  1. Attrarre e fidelizzare nuovi clienti: investire ora per concentrarsi sulla profittabilità in un secondo momento.
  2. Scalare il ranking per le parole chiave più performanti: il fattore determinante per cui l’algoritmo di Amazon giudica un prodotto rilevante per una ricerca è il tasso di vendita/conversione.
  3. Aumentare la quota di mercato a discapito dei competitor. Aumentare le vendite durante il Prime Day significa alimentare le vendite organiche nel medio periodo.
  4. Impression: alimentare la brand awareness ha effetti nel lungo periodo.
  5. Proteggere le posizioni che si sono guadagnate nel tempo. Non partecipare al Prime Day significa offrire il fianco alle iniziative dei competitor, che vengono subite passivamente.

Conclusione

Riassumendo, per capitalizzare al meglio i 2 giorni del Prime Day e massimizzare le vendite occorre:

  • Stimare il volume di traffico atteso sulle schede prodotto.
  • Rifornire i magazzini per non rimanere out of stock.
  • Aumentare il budget pubblicitario.
  • Creare le offerte.
  • EXTRA: usare canali extra Amazon per far conoscere le offerte ai potenziali clienti.
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Amazon Vendor: come analizzare i dati delle vendite organiche?

Amazon Brand Analytics (ABA)

La consolle di Amazon Ads permette a tutti i venditori di visualizzare i dati sulle transazioni legate agli annunci pubblicitari: di contro, le informazioni sulle vendite organiche sono presentate secondo due standard differenti.

I Seller hanno a disposizione la pratica sezione “ordini”, mentre i Vendor possono ottenere queste informazioni solo grazie all’Applied Behavior Analysis (ABA). Si tratta infatti di un tool proprietario di Amazon che spesso deve essere attivato manualmente.

Fino ad aprile 2021, l’ABA era conosciuto con il nome di Amazon Retail Analytics Premium (ARAP) ed era disponibile a pagamento: ora invece è gratuito per le aziende che hanno un marchio registrato nel Brand Registry. Grazie ad esso si possono monitorare le performance e i trend di vendita, le performance di prodotto, il traffico e il conversion rate.

Chi ha accesso all’Amazon Behavior Analysis (ABA)?

Hanno accesso tutti gli account Vendor e Seller con marchio registrato sull’Amazon Brand Registry, nel caso in cui non sia subito disponibile, basterà contattare l’assistenza per lo sblocco (chiedendo che i propri vendor codes vengano associati al company code).

Come si ha accesso ai reports?

Nel caso di un account Vendor:

1. cliccare su “Report”, in alto a destra nel menù

2. selezionare “Analytics” dal menù a tendina

Per un account Seller:

  1. cliccare su “Marchi”, in alto a destra nel menù
  2. selezionare Brand Analytics.

Che tipo di report fornisce il Brand Analytics?

Questo dipende dalla tipologia dell’account: Vendor o Seller. Di seguito un elenco delle funzioni, con indicato chi può consultare ciascun gruppo di metriche.

Snapshot (account Vendor): è la pagina iniziale del Brand Analytics che presenta una panoramica di tutti i report. Mostra i primi 10 prodotti per ricavi e numero di vendite, i primi 10 prodotti per unità ordinate, la percentuale di Buy Box perse su prodotti rifornibili per via di un articolo non disponibile, i 10 prodotti con il margine netto di acquisto maggiore, i primi 10 prodotti per Buy Box e Buy Box persa.

Dopo questa schermata iniziale, lo strumento si divide in 3 macro-sezioni.

Dashboard “Vendite e traffico” (account Vendor), che presenta:

  • Performance di vendita: individua rapidamente le opportunità determinando cosa sta contribuendo alla prestazione di vendita.
  • Andamento delle performance di vendita: monitora costantemente le performance di vendita visualizzandone l’andamento e identifica i fattori chiave che determinano le vendite.
  • Informazioni sulla vendita per area geografica: visualizza le performance di vendita per area geografica.
  • Margine netto di acquisto: identifica rapidamente quali prodotti contribuiscono alla redditività visualizzando il margine netto di acquisto, la percentuale sul totale, il periodo precedente, l’anno precedente
  • Pre-ordini: per gestire in modo efficace il lancio di nuovi prodotti monitorando con precisione le performance di pre-ordine.
  • Performance di traffico: identifica rapidamente le variazioni di visualizzazioni e conversioni visualizzando il periodo precedente, l’anno precedente e il parametro di riferimento di settore
  • Vendite in tempo reale: permette di immettere un ASIN per visualizzarne i dati delle vendite in tempo reale delle ultime 24 ore.

Dashboard “Attività operative” (account Vendor), che comprende:

  • Previsioni di vendita e pianificazione inventario: utilizzate per evitare le perdite di ricavi per Buy Box perse su prodotti rifornibili, grazie alla pianificazione dell’inventario basata sui dati.
  • Stato dell’inventario: per monitorare lo stato dell’inventario dei prodotti tramite aggiornamenti settimanali, nonché identificare e rispondere rapidamente alle tendenze negative.

Dashboard “Comportamento dei clienti” (account Vendor e Seller), che include:

  • Termini di ricerca: mostra i termini più cercati in Amazon e mette a confronto per ogni parola chiave i tre competitor che ricevono più click.
  • Comportamento di acquisto ripetuto: serve a misurare la fidelizzazione dei clienti, poiché più gli acquisti ripetuti sono frequenti, più questo dimostra che i clienti hanno fiducia sia del prodotto, sia del brand.
  • Analisi del paniere: per identificare le opportunità di cross-selling e creare pacchetti ottenendo informazioni sui prodotti che vengono acquistati insieme dai clienti.
  • Confronto di articoli e comportamento di acquisto alternativo: utilizzato per ottenere informazioni sui prodotti competitor che il cliente visualizza e compra in alternativa.

Come si esportano i dati?

I dati posso essere generati tramite una divisione giornaliera, settimanale, mensile e anche quadrimestrale. L’esportazione può essere fatta tramite file Excel o CSV. Può inoltre essere impostata una generazione automatica ad intervalli regolari, come ad esempio ogni settimana.

E per gli account Vendor, senza marchio registrato?

In questo caso, il consiglio è di registrare il marchio al più presto per ottenere tutti i vantaggi che Amazon riserva per coloro che si iscrivono nell’Amazon Brand Registry. Nel caso in cui questo non sia possibile, si avrà accesso ad Amazon Retail Analytics Basic (ARAB) che fornisce solo una parte delle metriche dell’ABA.

Conclusioni

Amazon Brand Analytics è uno strumento gratuito ed estremamente utile agli obiettivi di vendita e/o marginalità. I dati generati sono molti e soprattutto presentati in modo da prendere decisioni rapide e informate, basate su previsioni affidabili.

Contattaci per una consulenza su come sbloccare questa funzionalità sul tuo account Vendor e per analizzare i dati per ottimizzare le tue performance su Amazon.

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Buy with Prime: Amazon apre il servizio agli e-commerce

Prime è un servizio che conta oltre 200 milioni di abbonati nel mondo, che beneficiano della consegna “il giorno dopo”, di spedizioni/resi gratuiti, offerte dedicate e altri vantaggi. Dal punto di vista dei venditori, aderire al programma Prime significa usufruire della logistica capillare di Amazon, sulla quale il colosso ha investito miliardi di dollari fino a creare un nuovo standard per le consegne dei beni venduti online.

Il 21 aprile 2022 Amazon ha annunciato che sta per offrire il proprio servizio di logistica premium anche fuori dalla piattaforma: sarà quindi possibile inserire l’opzione “Buy with Prime” negli e-commerce.

Questo comporta 3 vantaggi importanti per i venditori online:

  • beneficiare della sicurezza e della credibilità che caratterizzano il brand Amazon
  • attirare i più di 200 milioni di utenti Prime nel proprio negozio online
  • abbassare, con tutta probabilità, i propri costi logistici.

Chi può aderire

Al momento possono aderire su invito solo i commercianti che negli Stati Uniti utilizzano Logistica di Amazon. Per ora solo loro potranno aggiungere il pulsante “Buy with Prime” al loro negozio online, “perché il loro inventario è già archiviato nei centri logistici Amazon”, riporta il comunicato rilasciato dalla piattaforma. 

Una volta attivato Buy with Prime, i venditori riceveranno le informazioni sugli ordini degli acquirenti, inclusi gli indirizzi e-mail, che possono utilizzare per fornire il servizio clienti e costruire relazioni dirette con gli acquirenti.

Un ulteriore vantaggio per gli imprenditori digitali è da intendersi nell’ottica di lungo periodo.

Per supportare l’aumento della domanda da Buy with Prime, Amazon dovrà espandere e mantenere la propria rete logistica e i propri magazzini. Questo significa che sta mettendo in gioco la propria credibilità, con l’obiettivo di ampliarne la risonanza e introdurre i propri standard in tutto il mondo della 3PL (Third Part Logistic).

Le imprese che aderiranno a questo nuovo servizio cavalcheranno l’onda seguendo Amazon nell’espansione e ottimizzazione dei propri servizi.

Allo stesso modo, Amazon potrebbe diventare ancora più appetibile anche per i piccoli e-commerce, combinando Buy with Prime con i servizi di una società recentemente acquisita,Selz. Si tratta di un concorrente di Shopify che aiuta le piccole imprese a creare negozi online.

Se Amazon presentasse una soluzione all-in-one per realizzare e-commerce e seguirne al contempo l’organizzazione logistica, avrebbe un chiaro vantaggio su tutti i concorrenti sia del settore trasporti, sia del Web developing.

L’annuncio ufficiale sul blog di Amazon: https://www.aboutamazon.com/news/retail/prime-shopping-expands-beyond-amazon-com

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Dati del Brand: funzionalità nella advertising consolle

Nonostante Amazon sia un marketplace dove anche i brand meno conosciuti possono impostare una strategia di vendita efficace, la piattaforma incentiva sempre più il branding e sviluppa strumenti che aiutano i marchi a migliorare il loro posizionamento.

La sezione “Dati del Brand” è una nuova soluzione della consolle pubblicitaria lanciata da Amazon a metà marzo 2022, che permette di misurare le opportunità per i brand in ogni fase del percorso che il cliente effettua nel negozio Amazon.

Svolge principalmente 3 funzioni:

  1. Analizza come il brand coinvolge i clienti nel tempo e compara i risultati con gli altri brand.
  2. Utilizza i dati retail del passato per qualificare il valore del coinvolgimento degli acquirenti sul loro percorso d’acquisto.
  3. Esamina i dati della categoria sui nuovi clienti.

Amazon Dati del Brand: i segmenti dei dati

I dati sono divisi in 3 segmenti, seguendo il funnel di vendita.

  1. Conoscenza: coloro che hanno effettuato ricerche sul brand ma non hanno né visitato una pagina, né aggiunto un prodotto al carrello, né fatto acquisti in un determinato mese.
  2. Considerazione: coloro che hanno visitato la pagina prodotto del brand e/o hanno fatto una ricerca sul brand e/o hanno aggiunto un prodotto al carrello, ma non hanno effettuato un acquisto.
  3. Acquisti: tutti coloro che hanno acquistato un prodotto del brand, inclusi gli iscritti al programma iscriviti e risparmia.

Amazon Dati del Brand: quali informazioni vengono fornite?

  1. Tasso di coinvolgimento degli acquirenti: la percentuale di clienti che nella categoria di riferimento abbia visitato almeno due pagine e abbia cercato il brand oppure abbaia visitato la pagina o aggiunto al carrello o acquistato un prodotto del brand.
  2. Tasso di conversione clienti: la percentuale di clienti che sono passati dalla fase di considerazione alla fase di acquisto.
  3. Percentuale di nuovi clienti: la percentuale di nuovi clienti totali.
  4. Ritorno sul coinvolgimento (ROE): il valore medio ottenuto dal brand nel coinvolgimento di un acquirente nei 12 mesi precedenti. Per calcolarlo, il totale delle vendite generate in 12 mesi verso un segmento di acquirenti nella categoria selezionata, viene diviso per il numero totale di acquirenti entrati in quel segmento. Questi valori vanno intesi come guida per i potenziali ricavi generati dal brand da ogni tipo di interazione degli acquirenti, in seguito alla considerazione.
  5. Mediana della categoria: la performance del 50° percentile dei brand nella categoria selezionata.
  6. Migliori della categoria: la performance media tra il 95° e il 99° percentile dei brand nella categoria selezionata.
  7. Indice di conoscenza: misura i segnali effettivi del pubblico su Amazon che riflettono la conoscenza del brand a breve e lungo termine da parte di tutto il pubblico: viene aggiornato quotidianamente e aggregato settimanalmente. Il percentile mostrato consente di confrontare le attività finalizzate alla conoscenza attuate dal tuo brand con quelle attuate da brand simili.
  8. Solo ricerche relative al brand: gli acquirenti che conoscono il brand, avendolo cercato, ma non hanno interagito ulteriormente con i prodotti della categoria in questione. Questo vuol dire che molto probabilmente la persona era interessata ad altri prodotti del brand.
  9. Indice di considerazione: misura i segnali effettivi del pubblico su Amazon che riflettono la considerazione per il brand a breve e lungo termine da parte di tutto il pubblico: viene aggiornato quotidianamente e aggregato settimanalmente. Il percentile mostrato consente di confrontare le attività finalizzate alla considerazione attuate dal brand con quelle attuate da brand simili.
  10. Visualizzazioni della pagina di dettaglio prodotto: numero di acquirentiche ha visualizzato la pagina prodotto senza compiere altre azioni.
  11. Ricerche relative al brand e visualizzazioni della pagina di dettaglio prodotto: il valore del ritorno sul coinvolgimento degli acquirenti che cercano il brand e poi visitano la pagina di dettaglio prodotto è normalmente superiore a quello dei clienti che visitano la pagina di dettaglio prodotto senza intento di acquisto verso il brand. I brand potrebbero considerare la differenza tra questi due valori del ROE come parte del valore del “branding”. Un brand può aspettarsi tante più vendite a lungo termine quanto più riesce a spostare la composizione del coinvolgimento dalle sole visualizzazioni della pagina di dettaglio prodotto a una combinazione di queste ultime e ricerca relativa al brand.
  12. Aggiunta al carrello: poiché a questo punto gli acquirenti sono molto vicini all’acquisto, questo è il valore di ROE più alto. Il motivo è dato dall’alta possibilità che un’ampia percentuale di questo gruppo di clienti generi vendite nei successivi 12 mesi.
  13. Indice di vendita: è il numero di ordini ottenuti dal brand, rispetto ad un altro della stessa categoria.
  14. Clienti del brand: è il numero di clienti che hanno fatto almeno un acquisto di prodotti del brand negli ultimi 12 mesi e che potrebbero ripetere l’operazione.
  15. Clienti primo 10% e Iscriviti e Risparmia: è il numero dei migliori clienti del brand, quelli maggiormente fidelizzati con un’altissima possibilità di un acquisto periodico dei prodotti del brand.

Conclusione

Questo nuovo strumento mostra appieno la sua utilità se considerato in ottica di funnel marketing, per capire il comportamento del cliente, per comprendere le criticità del brand sulle quali intervenire, e soprattutto quali strategie pubblicitarie utilizzare.

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