Buy with Prime: Amazon apre il servizio agli e-commerce

Prime è un servizio che conta oltre 200 milioni di abbonati nel mondo, che beneficiano della consegna “il giorno dopo”, di spedizioni/resi gratuiti, offerte dedicate e altri vantaggi. Dal punto di vista dei venditori, aderire al programma Prime significa usufruire della logistica capillare di Amazon, sulla quale il colosso ha investito miliardi di dollari fino a creare un nuovo standard per le consegne dei beni venduti online.

Il 21 aprile 2022 Amazon ha annunciato che sta per offrire il proprio servizio di logistica premium anche fuori dalla piattaforma: sarà quindi possibile inserire l’opzione “Buy with Prime” negli e-commerce.

Questo comporta 3 vantaggi importanti per i venditori online:

  • beneficiare della sicurezza e della credibilità che caratterizzano il brand Amazon
  • attirare i più di 200 milioni di utenti Prime nel proprio negozio online
  • abbassare, con tutta probabilità, i propri costi logistici.

Chi può aderire

Al momento possono aderire su invito solo i commercianti che negli Stati Uniti utilizzano Logistica di Amazon. Per ora solo loro potranno aggiungere il pulsante “Buy with Prime” al loro negozio online, “perché il loro inventario è già archiviato nei centri logistici Amazon”, riporta il comunicato rilasciato dalla piattaforma. 

Una volta attivato Buy with Prime, i venditori riceveranno le informazioni sugli ordini degli acquirenti, inclusi gli indirizzi e-mail, che possono utilizzare per fornire il servizio clienti e costruire relazioni dirette con gli acquirenti.

Un ulteriore vantaggio per gli imprenditori digitali è da intendersi nell’ottica di lungo periodo.

Per supportare l’aumento della domanda da Buy with Prime, Amazon dovrà espandere e mantenere la propria rete logistica e i propri magazzini. Questo significa che sta mettendo in gioco la propria credibilità, con l’obiettivo di ampliarne la risonanza e introdurre i propri standard in tutto il mondo della 3PL (Third Part Logistic).

Le imprese che aderiranno a questo nuovo servizio cavalcheranno l’onda seguendo Amazon nell’espansione e ottimizzazione dei propri servizi.

Allo stesso modo, Amazon potrebbe diventare ancora più appetibile anche per i piccoli e-commerce, combinando Buy with Prime con i servizi di una società recentemente acquisita,Selz. Si tratta di un concorrente di Shopify che aiuta le piccole imprese a creare negozi online.

Se Amazon presentasse una soluzione all-in-one per realizzare e-commerce e seguirne al contempo l’organizzazione logistica, avrebbe un chiaro vantaggio su tutti i concorrenti sia del settore trasporti, sia del Web developing.

L’annuncio ufficiale sul blog di Amazon: https://www.aboutamazon.com/news/retail/prime-shopping-expands-beyond-amazon-com

Leggi di più

Cosa hanno ricercato gli utenti su Amazon.it per San Valentino?

San Valentino, come ogni festività ha i suoi rituali, e questi spesso includono gli acquisti su Amazon effettuati per l’occasione. Di anno in anno, alcuni trend restano costanti, mentre altri variano.

Un valido specchio di queste tendenze sono le parole chiave utilizzate dagli utenti per esprimere il proprio search intent. Ecco le 20 più ricercate nella settimana precedente San Valentino 2022, dal 06/02 al 12/02.

Le parole chiave più cercate su Amazon per San Valentino 2022

Termine di RicercaFrequenza di Ricerca
san valentino per lei1
san valentino per lui2
san valentino3
cuffie bluetooth4
alexa5
mascherine ffp26
regalo san valentino per lui7
idee regalo san valentino8
vestito carnevale bambina9
regali san valentino per lui10
lego11
ps512
regalo san valentino per lei13
auricolari bluetooth14
iphone 1315
offerte lampo del giorno16
friggitrice ad aria17
mascherine ffp2 bambini18
tablet19
smartwatch uomo20

Le prime considerazioni

Come operazione preliminare, dai risultati conviene escludere i termini più ricercati nel lungo periodo, gli evergreen: non stupisce quindi di vedere riferimenti a beni tecnologici come “cuffie”, “Alexa”, “Playstation 5”, ma neppure “mascherine ffp2”.

Per quanto riguarda nello specifico San Valentino, non sono stati registrati picchi nella ricerca di specifici prodotti, ma piuttosto in quelle ispirazionali. Anche in quest’occasione, quindi, emerge l’importanza del branding e del trust all’interno di Amazon.

Per dare un ordine di grandezza, ogni termine in top 3 è stato digitato circa 400.000 volte nel mese precedente la festività. La ventesima, “smartwatch uomo” si attesta intorno alle 100.000.

Le ricerche, i risultati

Alle domande seguono le risposte. Ogni parola chiave ha portato a una serie di risultati, che hanno portato gli utenti a preferire degli specifici prodotti.

Ecco i prodotti desiderati e cliccati.

  1. “Idee Regalo San Valentino per Lui Lei – 52 Coupon Erotici di Coppia – Giochi Erotici Sexy per Coppie – Idea Regali Anniversario Originale – Sorprese Romantiche Compleanno Uomo Donna Originali”
  2. “Rosa reale conservata Eterna fatta a mano Rosa preservata fatta a mano con amore collana Set regalo, rosa reale incantato per festa della mamma Anniversario Diserbo Compleanno Regali romantici per lei”
  3. “San Valentino Per Lui Per Lei Coppia Compagno Compagna Maglietta”
  4. “Idea Regalo San Valentino per Lui Lei – Giochi da Tavolo Adulti – 100 Carte da Gioco Extreme – Giochi Erotici Sexy per Coppie – Sorprese Romantiche di Coppia Originali – Idee Regali Uomo Donna”
  5. “Shirylzee La Bella e La Bestia Rosa Eterna Luce di Vetro Rosa Cupola Luce a LED Fiore Artificiale Seta Rossa con Base Legno Lampada Decorazioni Regalo per Anniversario San Valentino Compleanno”

Settore merceologico a parte, è facile notare come i venditori abbiano capitalizzato le ricerche degli utenti ottimizzando il titolo inserendovi le parole chiave più significative.

Conclusioni

Se uno specifico articolo si configura come un potenziale regalo per una o più ricorrenze (Natale, Festa della Mamma, Festa del Papà, San Valentino,…) una best practice consiste nel modificare la scheda prodotto in modo che rispecchi le tendenze di ricerca del periodo interessato. Conviene, inoltre, effettuare questi interventi con almeno due settimane di anticipo rispetto a quando si registrano i picchi nelle ricerche, così da dare il tempo alla piattaforma di elaborare le modifiche e riposizionare i prodotti.

Se a questo punto desideri conoscere le ricerche che hanno generato più acquisti in occasione di una specifica ricorrenza/stagione per ottimizzare le tue schede prodotto su Amazon, contattaci adesso per una consulenza gratuita.

Leggi di più

IRL Store: cosa sono e perché Amazon li porterà in Italia

Amazon ha aperto un clothing store fisico a Los Angeles: Amazon Style. Si trova accanto a Urban outfitters, H&M, JCPenney e altri popolari brand di abbigliamento e accessori.

La novità? Si tratta di un In Real Life (IRL) Store.

Come funziona un negozio IRL

Il concept alla base di un IRL Store prevede l’integrazione dell’experience del mondo virtuale nel mondo fisico. Amazon ha compreso l’importanza che le persone attribuiscono a questo mix di online e offline shopping, celebrando infine il matrimonio tra questi due mondi.

Il trend è presente anche in Italia: un recente articolo di Engage riporta che il 40% degli acquirenti del settore abbigliamento compra in modalità ibrida e il 56% preferisce il negozio.

Nella pratica, come funziona un negozio IRL?

I vestiti sono tenuti in un magazzino a parte un esemplare di ogni prodotto, che viene esposto. Il cliente può quindi scannerizzare un codice QR usando la app di Amazon per farsi mandare il capo nei camerini e provarlo: sono disponibili anche dei touch screen per richiedere taglie o colori diversi.

L’algoritmo di Amazon può, inoltre, suggerire altri prodotti a cui la persona potrebbe essere interessata, dando tra l’altro visibilità a private label e marchi meno conosciuti rispetto ai big del settore. Un altro beneficio di questo concept è che il cliente può lasciare in negozio i resi dei prodotti comprati online, oppure, viceversa, ritirarli in loco.

Amazon vs Zalando

Forbes stima che negli Stati Uniti Amazon abbia il 61% del market share nel fashion, mentre in Europa è pari all’8%, davanti a Zalando con il 6%.

A livello di servizio online, Zalando ha probabilmente una piattaforma migliore per lo shopping dei capi di abbigliamento. Attualmente, Amazon presenta una scheda prodotto unica per tutte i tipi di prodotto: questo è un limite per i vestiti, che presentano delle caratteristiche diverse rispetto a delle cuffie Bluetooth o a una pentola.

Amazon dispone di un’organizzazione più forte, ma Zalando sta investendo molto per ampliare i suoi centri logistici, oltre a migliorare i servizi di marketing interni alla piattaforma.

Tra le ultime iniziative di Amazon c’è, invece, Luxury Stores, una piattaforma ideata per competere con la categoria Designer di zalando.it, incentrata appunto sui marchi di lusso.

Ad accomunare i due marketplace, infine, sono le etichette “sostenibile” o “climate pledge friendly”, a cui viene data massima visibilità per rassicurare una fetta di pubblico sempre più grande (e giovane) interessata a queste tematiche.

Conclusioni

In questa battaglia per la leadership dello shopping di abbigliamento online, l’ultima mossa di Amazon è avvenuta offline: gli IRL Store sono una realtà americana pronta per sbarcare nel Vecchio Continente.

Toccare e indossare un capo prima di acquistarlo è una delle necessità più sentite dagli acquirenti, e unire questo bisogno alle possibilità del digitale è un approccio vincente.

In passato, Zalando presentava una percentuale di resi attorno al 50%, motivo per il quale ha sviluppato un 3D body scanner per identificare la taglia dell’acquirente e arginare il problema.

Senza considerare l’impatto ambientale generato da questi scambi di merce indesiderati, l’impatto dei resi sui margini di profitto è notevole, sia per i costi di trasporto, sia perché non tutti i capi vengono restituiti in condizioni di essere rivenduti e finiscono quindi negli outlet.

Secondo una ricerca di Narvar, globalmente nel 2020 il costo complessivo dei resi si è attestato sui $550 bn.

Per Amazon, aprire negozi fisici vuol dire offrire una migliore esperienza di acquisto agli utenti, prendendo il meglio dell’offline (toccare, vedere, provare) e dell’online (scoperta, offerta personalizzata grazie ad algoritmi, offerta molto ampia). Inoltre, va a ridurre il costo dei resi, aumentando i margini e rendendo gli acquisti più sostenibili a livello ambientale. Se questo nuovo standard prenderà piede, è probabile che costringerà altri brand e marketplace a copiarlo, offrendo una nuova esperienza interattiva di acquisto.

Leggi di più

Novità: servizio FBA disponibile anche per gli alcoolici

Da novembre 2021 Amazon ha abilitato il servizio Logistica di Amazon (FBA) per alcoolici e superalcoolici anche nella versione italiana del marketplace.

Il servizio FBA di Amazon Italia per Wine & Spirits

Produttori e distributori di birra, vino, liquori e distillati possono quindi inviare le merci ai magazzini di Amazon, e conseguire così il badge Prime. In passato, l’unico modo per ottenere tale badge era vendere direttamente i prodotti ad Amazon, perdendo però margine di profitto e dando alla multinazionale il potere di fissare il prezzo al cliente finale.

Per gli operatori del settore Wine & Spirits è un’eccellente opportunità di inserirsi come early adopter di un servizio la cui efficacia è stata confermata già nei mercati esteri. Il periodo dell’anno in corso, rende questa occasione ancora più interessante, visto l’incremento di ordini veicolato dalle imminenti festività.

I dati parlano chiaro ed è possibile analizzarli nel dettaglio per specifiche categorie di prodotto, come: gin, grappa, whisky, vino Rosso, prosecco e birra.

Gin

La parola “gin” è stata ricercata 56.000 volte negli ultimi 30 giorni, con un trend di crescita rispetto agli anni precedenti e con dei picchi durante le festività. Sempre in questo periodo, il fatturato medio dei primi 50 prodotti è stato di €8.297. Inoltre, il prezzo medio per prodotto è €32.

Il mercato non sembra ancora saturo, nonostante i market leader siano ben definiti: i primi 3 prodotti per vendite nel mese di novembre 2021 per la ricerca “gin” (“Scapegrace Gin Black 700 ml”, “Jinzu Gin 700 ml”, “Malfy Pocket confezione regalo 50 Ml”) hanno complessivamente il 25.61% delle quote del mercato, lasciando vacanti i rimanenti tre quarti.

Grappa

Le ricerche per “grappa” negli ultimi 30 giorni sono pari a 22.147. Il fatturato medio del periodo per i primi 50 prodotti è pari a €4.606. Prezzo medio: €29.

Un dato interessante sono le recensioni medie per prodotto, pari a 169: questo valore accessibile facilita l’entrata di nuovi player, rendendo la nicchia competitiva per le aziende che sanno avviare una corretta strategia di raccolta recensioni.

I tre prodotti best seller hanno totalizzato il 22,05% del mercato: “Marzadro Grappa le Diciotto Lune Invecchiamento 18 mesi”, “Bottega Grappa Riserva Privata Barricata 43%”, “Bottega Grappa Prosecco Barricata Fumé 70cl”.

Whisky

Il termine “whisky” è stato ricercato 36.730 negli ultimi 30 giorni. Anche se la crescita non è così forte come per “gin”, è comunque in trend positivo rispetto ai periodi precedenti, e include i caratteristici picchi festivi. Il fatturato medio dei singoli prodotti nel periodo in esame è pari a 13.017€, mentre il prezzo medio è di 37€.

“Talisker The Classic Malts Strong Collection Lagavulin 16”, “Talisker 10 anni Single Malt Scotch Whisky astucciato 700 ml” e “Aberfeldy Scotch Whisky Single Malt 12 anni con note di miele” hanno raggiunto complessivamente il 20,3% del mercato.

Anche se il market share è più basso rispetto alle categorie di prodotto analizzate sopra, è molto elevato invece il numero medio di recensioni per prodotto: 2.423. Per entrare in questo mercato, conviene quindi analizzare le long tail keyword per identificare quelle meno competitive.

Logistica di Amazon per il vino rosso

Il “vino rosso” conta 11.544 ricerche negli ultimi 30 giorni, con un fatturato medio di 2.022€, un prezzo medio di 29€ e recensioni medie solo 18.

I top seller occupano appena il 6,65% del mercato, lasciando ampio spazio alle new entry: “La Cacciatora Nero d’Avola Doc 6 bottiglie”, “Brumale Vino Rosso Nero D’Avola Sicilia DOC”, “Lo Zoccolaio Vino Rosso Barbera d’Alba DOC Superiore”.

Qui le considerazioni più significative nascono dal confronto con gli altri paesi, dove il vino fattura molto di più che non in Italia. Per esempio, in Inghilterra negli ultimi 30 giorni il fatturato medio per i 50 prodotti più venduti è pari a 13.742£.

Vendere Prosecco su Amazon

“Prosecco”: 11.603 ricerche nell’ultimo mese. Le medie per prodotto sono: fatturato di 2.341€, prezzo pari a 27€ e recensioni 30.

I 3 prodotti più venduti rappresentano il 31,87% del mercato: “Sant’Orsola Prosecco D.O.C. Millesimato Luxury pacco da 6”, “Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Valdo Marca Oro”, “Nuà Brut Vino Spumante 6 bottiglie”.

Come per il vino rosso anche il Prosecco fattura di più all’estero. Per esempio, per la parola chiave “sparkling wine” i 50 prodotti più venduti negli UK fatturano in media £18.559 a prodotto.

Amazon FBA: anche per la birra

Gli ultimi dati riguardano le birre, una tipologia di alcolico che negli ultimi anni ha conosciuto una progressiva “nobilitazione”, che ha avuto come causa/effetto la fioritura di numerosi birrifici artigianali.

La frammentazione del mercato si riflette anche su Amazon.it, con i 3 prodotti top seller “Belgian Blondes Variety Pack birra pacco da 12 bottiglie”, “Birra Theresianer Calendario dell’Avvento 2021”, “Birrificio Angelo Poretti Angelo Poretti birra block chiara”, che raccolgono l’8,76% del mercato.

27.187 ricerche di “birra”, con dati medi per prodotto pari a: 5.375€ di fatturato, 32€ il prezzo e 148 recensioni. Anche questa categoria è interessata da un trend di crescita con picchi positivi in corrispondenza del Natale e durante l’estate.

Questa analisi rapida e preliminare rappresenta lo spaccato di un settore appena interessato da una piccola rivoluzione: l’apertura del servizio di logistica Amazon agli alcolici in Italia.  Se sei interessato all’analisi di altre categorie di alcoolici, a informazioni più specifiche o a esaminare le potenzialità di vendita dei tuoi prodotti, CONTATTACI.

Leggi di più

Amazon Brand Registry: il servizio per proteggere il marchio

Questo articolo è dedicato in particolar modo alle aziende B2B2C, ovvero quelle aziende che producono prodotti per consumatori finali ma dipendono dai loro clienti rivenditori per raggiungere il pubblico. Normalmente è comprensibile che esse non abbiano interesse a entrare in competizione con i loro clienti e distributori: sono quindi restie ad approcciare il mercato della vendita al consumatore finale e quindi a vendere su Amazon.

Nonostante ciò, è altamente probabile che i loro prodotti siano presenti sulla piattaforma perché caricati dai loro rivenditori. Il problema è che così le schede prodotto non vengono realizzate in maniera professionale (poche immagini e in bassa definizione, descrizioni scarne, FAQs senza risposta, no contenuti A+,…) e gli utenti finali sono portati a imputare questi errori al produttore.

L’interesse delle aziende B2B2C nel gestire la propria presenza su Amazon non è quindi primariamente legata alle vendite, ma piuttosto alla brand image e alla brand reputation.

Un dettaglio importante è che tutti i Seller/Vendor di un singolo prodotto sono vincolati ad usare la stessa scheda, la prima che è stata creata.

Fallire nel trasmettere il valore del proprio brand nel motore di ricerca più grande al mondo per lo shopping online, con 150 milioni di utenti Prime, può avere un impatto notevole sull’immagine di un’azienda che investe seriamente per coordinare la propria comunicazione online e offline.

Un altro aspetto problematico riguarda la correzione degli errori.

Per esempio, se una scheda prodotto inizia a ricevere recensioni e a scalare il ranking nelle pagine di ricerca di Amazon può diventare molto complesso modificarla in un secondo momento, soprattutto se il nome del brand o il codice EAN vengono riportati in modo errato. Si tratta di errori piuttosto comuni, che accadono di frequente: distrazioni, ambiguità del naming, refusi e simili.

Le conseguenze però sono drastiche, in quanto diventa necessario cancellare la scheda prodotto in questione, per poi ricrearla corretta, perdendo però i feedback degli utenti e il ranking di Amazon, con un impatto assolutamente negativo sulle vendite.

È quindi fondamentale per un’azienda, anche nel caso operi seguendo il modello B2B2C, creare con cura le schede dei propri prodotti, indipendentemente dal fatto che vengano venduti sul marketplace, e da chi.

Il Registro Marche (Amazon Brand Registry)

Per tutelare gli oltre 500 mila brand registrati nella piattaforma, i più di 300 milioni di account di clienti attivi e i 2 milioni di partner di vendita in tutto il mondo, Amazon ha creato un Registro marche (Amazon Brand Registry) che aiuta i titolari di marchi a:

  • prendere il controllo delle schede prodotto
  • proteggere il proprio marchio segnalando eventuali violazioni
  • accedere a ulteriori servizi per migliorare l’esperienza dei clienti.

L’Amazon Brand Registry permette così di gestire la presentazione dei prodotti sulla piattaforma attraverso le schede prodotto. In altre parole, non sono i rivenditori a scegliere arbitrariamente come presentare un prodotto, ma il titolare del marchio.

Inoltre, secondo un’analisi presentata da Amazon, sono più di 6 milioni gli account venditori illegittimi e più di 10 miliardi le schede prodotto sospette che sono stati bloccate prima che venissero pubblicate nella piattaforma grazie ai processi di verifica di Brand Protection.

Questo programma di protezione, insieme ad altri servizi offerti da Amazon, sono quindi un aiuto fondamentale per proteggere il brand e aumentarne la consapevolezza.

Chi può iscriversi all’Amazon Brand Registry

Per accedere all’Amazon Brand Registry è necessario che il marchio sia registrato nel Paese di riferimento: ad esempio, nel caso di brand italiani, il marchio deve essere registrato all’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM) o all’Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale (EUIPO). Per poter ottenere i benefici dell’iscrizione al Brand Registry anche in paesi diversi da quello dove è stato registrato il marchio è sufficiente effettuare l’iscrizione per la vendita globale. Avendo registrato i prodotti presso l’ufficio di competenza saranno quindi protetti per il copyright e violazioni di privacy a prescindere dal Marketplace.

La richiesta di iscrizione deve poi essere presentata dal titolare del marchio: i distributori e i rivenditori autorizzati dal proprietario del marchio, possono invece accedere ai servizi del Brand Registry utilizzando le credenziali Seller Central o Vendor Central.

Come proteggere il brand su Amazon

Una volta registrati, Amazon Brand Registry mette a disposizione diversi strumenti per proteggereil marchio e per controllare le schede prodotto anche delegando la vendita in esclusiva ai rivenditori. A tutela dei brand inclusi nel Brand Registry, Amazon dà la possibilità di segnalare le violazioni con una procedura semplice e veloce e di controllare le offerte dei prodotti in modo che i clienti possano visualizzare sempre le informazioni corrette.

Inoltre, per rilevare e bloccare i prodotti contraffatti o con schede prodotto fuorvianti, è importante fornire quante più informazioni possibili per fare in modo che la protezione della piattaforma rimuova violazioni sospette o contenuti imprecisi.

Ulteriori servizi dell’Amazon Brand Registry

Quattro sono le tipologie di servizi che il Brand Registry mette a disposizione non solo per proteggere i marchi, ma anche per migliorare l’esperienza dei clienti:

  • il Contenuto A+ offre al titolare del marchio, che ha il pieno controllo delle informazioni inserite nelle schede prodotto, la possibilità di creare contenuti extra che permettono di migliorare la conversione e aumentare il traffico e le vendite: ad esempio, può aggiungere immagini e testi per mettere in evidenza il valore del prodotto in vendita
  • le Sponsored Brands offrono la possibilità di far crescere la notorietà del marchio con annunci che includono il logo, un titolo personalizzato e una selezione dei prodotti. Queste campagne sono utili specialmente per aumentare l’awareness del brand
  • è inoltre possibile creare un Amazon Store, il negozio multi-pagina che permette di promuovere gratuitamente il brand e i prodotti
  • infine, il Brand Analytics di Amazon permette di ottimizzare le schede prodotto e studiare trend di mercato prendendo decisioni strategiche basate sui dati che Amazon mette a disposizione, come le parole chiave più cercate in un certo periodo o in una certa nicchia e le relative percentuali di mercato dei primi 3 prodotti.

Iscriversi all’Amazon Brand Registry aiuta quindi a tutelare il marchio e a migliorarlo: se anche tu vuoi proteggere il tuo brand, contattaci per scoprire come possiamo aiutarti.

Leggi di più

Black Friday e Natale 2021: le parole chiave più cercate su Amazon

È già tardi. Le strategie per capitalizzare il Black Friday (anzi, la Black Week) e le festività natalizie su Amazon dovrebbero essere già in fase operativa, adeguando gli stock, aggiornando le schede prodotto e ottimizzando la pubblicità secondo le previsioni di vendita.

Tuttavia, l’analisi di alcuni insight come le parole chiave più ricercate sulla piattaforma è una prassi utile tanto per una pianificazione di medio/lungo termine, quanto per degli interventi dell’ultimo minuto.

Le date per il 2021

Per quest’anno, su Amazon le date sono le seguenti:

  • 19/29 novembre 2021: Black Week, con Black Friday e Cyber Monday
  • 5 dicembre 2021: inizio del periodo natalizio 

In realtà, questi due periodi rappresentano un flusso unico con approcci diversi: organizzare le vendite su Amazon (o su un e-commerce) per il Black Friday significa farlo anche per il Natale. Significa per esempio mantenere un Advertising Cost of Sales (ACoS) stabile, prevedere i picchi di vendite per non andare out of stock e curare le recensioni nel periodo di saldi per alimentare le vendite a prezzo pieno a dicembre.

Le parole chiave più cercate su Amazon

Sono molti i dati da analizzare, interni ed esterni, ma un solido punto di partenza restano le parole chiave più utilizzate dagli utenti di Amazon.

Nel corso della Black Week 2020, su Amazon.it questa è stata la top 15 assoluta:

  1. “ps5”
  2. “cuffie bluetooth”
  3. “albero di natale”
  4. “lego”
  5. “playstation 5”
  6. “smartwatch”
  7. “tablet”
  8. “nintendo switch”
  9. “alexa”
  10. “sedia gaming”
  11. “airpods”
  12. “decorazioni natalizie”
  13. “black friday 2020 offerte”
  14. “notebook”
  15. “luci natale esterno”

Per dare una prospettiva a questi dati, va considerato che la prima parola chiave, “PS5”, ha avuto settimane con picchi del volume di ricerca settimanale pari a 760.000 c.a. Una stima del fatturato generato dalle vendite di console Playstation 5 è difficile, perché il prodotto è andato out of stock in pochi giorni.

Un altro dato interessante riguarda la ricerca “decorazioni natalizie”, che ha avuto un picco pari a 410.000 durante la settimana del 5 dicembre. Il prodotto best seller “Tenda Luci LED di Natale 3x3m”, nonostante avesse meno del 14% del mercato per quella parola chiave, ha fatturato in quel mese oltre 10.000€.

Le possibilità: prodotti sostitutivi e complementari

Impossibile non notare come vari termini si riferiscano in realtà allo stesso bene (Playstation 5, addobbi natalizi, cuffie bluetooth) o a prodotti sostitutivi e complementari.

Proprio quest’ultima considerazione apre le possibilità più importanti. Non tutti vendono console su Amazon, ma molti hanno in inventario prodotti affini alla medesima tipologia di utente: la “sedia gaming” in decima posizione è un buon esempio, così come le reference che appaiono come risultati di ricerca. Per esempio, in quel periodo, digitando “PS5” il secondo e terzo ASIN risultanti erano “Sony PlayStation®5 – DualSense™ Wireless Controller” e “Keten Supporto Verticale PS5”.

Le possibilità spaziano in tutto il mondo del gaming, dalle già citate sedie, ad altri gadget collegati in modo meno diretto. Per esempio, tra i prodotti correlati risulterebbe pertinente un cuscino per divano dal design pop.

A dare una rilevanza ancora maggiore a queste considerazioni è il fatto che già prima della settimana del black Friday, la console PlayStation 5 non era più disponibile su Amazon. Questo aumenta le possibilità di vendita per marchi concorrenti, prodotti pertinenti inseriti tra i correlati o alternative valide rese visibili grazie agli annunci.

Di pari passo, ogni seller o vendor può valutare quali ricerche sono più pertinenti per la sua attività e puntare direttamente sulla categoria di prodotti più generica e meno concorrenziale come quella identificata da “decorazioni natalizie”.

Conclusioni

Quella sopra citata è un’analisi generica e poco approfondita, eppure già significativa. Ad esempio, concentrata sul settore beauty può aprire possibilità molto più concrete per chi opera in quell’ambito e può regolare il product mix sapendo che le ricerche di “shampoo secco” sono superiori a quelle per “fondotinta”.

Se a questo punto ti stai chiedendo quali sono le ricerche più rilevanti per il tuo business su Amazon e come ottenere dati rilevanti per massimizzare il ROI, contattaci adesso per una consulenza gratuita.

Leggi di più

Quando serve essere presenti su Amazon, non solo per le vendite

Scegliere di utilizzare Amazon come canale di vendita deve essere il risultato di un’attenta digital marketplace strategy.

Disintermediare e accedere ai servizi offerti dalla più grande Internet Company, inclusi quelli di spedizione (Fulfilled By Amazon), è una decisione funzionale allo sviluppo di molti business, ma non di tutti.

Ecco alcuni degli aspetti più importanti da considerare.

Operatività immediata

Il tempo che intercorre tra l’attivazione di un canale di vendita, l’operatività e la profittabilità è un fattore rilevante. Nel caso di un e-commerce vanno considerati innanzitutto lo sviluppo tecnico e logistico.

Iniziare su Amazon è sicuramente più facile che configurare il proprio sito Web e l’infrastruttura di magazzino: è sufficiente creare un elenco di prodotti e inviare l’inventario a un magazzino FBA.

Questo senza contare il risparmio in termini di manutenzione delle infrastrutture digitali.

Audience

Il vantaggio più esclusivo offerto da Amazon è offerto dal database di utenti. Essere seller/vendor significa rivolgersi a un’ampia base di utenti con un’altissima propensione all’acquisto.

I soli utenti Amazon Prime in tutto il mondo sono 200 milioni, con un tasso di conversione del 74%. Come metro di paragone va considerato il medesimo valore per gli utenti Amazon generici, pari al 14%, a sua volta sette volte superiore alla media del settore e-Commerce, 2,04%.

Logistica (un nuovo standard)

Vendendo su Amazon, le aziende possono anche sfruttare le vaste capacità della sua catena di approvvigionamento. È una rete logistica di livello mondiale che Amazon ha creato e in cui continua a investire, conscio che si tratta di un ramo che molte aziende sono propense ad esternalizzare.

Se un’organizzazione decide di aderire al programma FBA, invia il proprio inventario ad Amazon, che con strutture e mezzi proprietari gestisce stoccaggio, spedizione e servizio clienti, resi inclusi. 

Nell’ambito di questo programma, gli articoli di un venditore possono beneficiare della spedizione accelerata in due giorni con Amazon Prime, una funzionalità molto apprezzata dai clienti che ha ridefinito gli standard del settore.

Offrire tempi di consegna più lunghi significa non restare al passo con le aspettative degli utenti, alimentate da Amazon stesso e trasformate in vantaggio chiave.

Reputazione

Vendere su Amazon conferisce credibilità al venditore. Da un lato è il venditore a costruire la propria reputazione attraverso schede prodotto ben fatte (SEO) e recensioni dei clienti. Dall’altro, gli acquirenti si fidano del marketplace per la qualità della merce, i tempi di consegna e i rimborsi.

La somma di questi fattori genera acquisti più veloci, grazie a una fiducia implicita e a un’esperienza d’acquisto difficilmente uguagliabile.

Si tratta di un valore notevole soprattutto per i brand meno conosciuti.

Limiti

A bilanciare i vantaggi di utilizzare Amazon come canale di vendita, la piattaforma presenta alcuni limiti, alcuni dei quali legati alle scelte commerciali della piattaforma.

  • Prodotti. Alcune tipologie di merci non possono essere vendute, mentre altre non sono adatte a causa dei costi elevati o dei limiti alla logistica: per esempio merci grandi, pericolose, facilmente deperibili o altamente personalizzabili. Infine, Amazon favorisce gli acquisti d’impulso (fino a 60€ c.a.).

  • Brand. La vendita su Amazon tende a mettere in secondo piano i brand in favore delle recensioni.  Questo non sminuisce l’importanza di verificare se il proprio brand viene ricercato dagli utenti e se i competitor presidiano questo canale.

  • Dati. Vendere su canali proprietari significa raccogliere ed elaborare dati più approfonditi sui clienti, alimentando il funnel di vendita oltre i confini di un singolo marketplace. Per completezza, va detto che anche Amazon consente investimenti pubblicitari al di fuori del marketplace, ma la piattaforma non condivide i dati anagrafici e gli interessi del target, né si possono valutare pattern comportamentali come le heat map di chi naviga.

  • Commissioni. Il pagamento dei servizi di Amazon avviene attraverso uno strutturato sistema di commissioni, che vanno a incidere sulla marginalità delle vendite. Tuttavia, solitamente su Amazon le percentuali di conversione sono più elevate e le transazioni più rapide (alta propensione all’acquisto e ottima usabilità), quindi la marginalità più bassa viene controbilanciata dal numero di vendite.

  • Pubblicità. Le recensioni sono centrali, e un investimento pubblicitario iniziale è necessario soprattutto per alimentare i primi acquisti. L’advertising è ugualmente importante per gli e-commerce, che però permettono una distribuzione più ampia della budget allocation tra diversi canali.

Extra: brand protection

Amazon non serve solo per vendere. Anche un produttore B2B, che si avvale di terzi per commercializzare i propri prodotti potrebbe trarre beneficio dall’iscriversi ad Amazon: grazie al brand registry reclamerebbe le schede delle merci per gestirle nel modo più consono ai propri standard, regolamentando così le attività dei venditori.

Se il tuo interesse per l’argomento ti ha portato a leggere fino a qui, ti starai chiedendo quale sia il potenziale del tuo brand e dei tuoi prodotti su Amazon. Contattaci adesso per una verifica gratuita.

Leggi di più

Report 2020: La Crescita e il Successo delle PMI Italiane

Il report “La Crescita e il Successo delle Piccole e Medie Imprese Italiane” di Amazon presenta dati di prima mano sulle attività delle PMI nel 2020 sul più famoso marketplace digitale.

Nel periodo preso in analisi, oltre 18.000 PMI italiane hanno venduto su Amazon e circa il 50% ha venduto i propri prodotti all’estero, per una media di oltre 200.000 €, in crescita rispetto ai 150.000 € circa dell’anno precedente.

Inoltre, più di 6.500 piccole e medie imprese italiane hanno beneficiato dei servizi di Logistica di Amazon (FBA), esternalizzando gli oneri di imballaggio/spedizione/resi/assistenza e inserendo i propri prodotti nel programma “Prime”, molto apprezzato dagli acquirenti.

Questa possibilità è particolarmente appetibile proprio per le PMI, che possono concentrarsi sullo sviluppo del proprio core business. Ugualmente interessanti sono altri servizi specialistici, che rispondono a esigenze imprenditoriali molto attuali:

  • Amazon Launchpad, per aiutare gli imprenditori a lanciare marchi innovativi
  • Amazon Handmade, per vendere oggetti artigianali
  • Amazon Made in Italy, la vetrina per valorizzare e dare visibilità alle eccellenze italiane
  • Climate Pledge Friendly, il programma di Amazon che aiuta i clienti ad acquistare prodotti più sostenibili

Tutti i dati sono disponibili sul report che descrive “La Crescita e il Successo delle Piccole e Medie Imprese Italiane” su Amazon nel 2020, consultabile qui.

Leggi di più