Amazon taglia i costi: problemi e soluzioni per i Vedor

Il nuovo CEO di Amazon Andy Jassy ha indetto una crociata per tagliare i costi di Amazon* e questo ha avuto un notevole effetto sui venditori.

Per esempio, dal 2023 Amazon inizierà a escludere i rivenditori dal programma vendor, con alcune eccezioni, come coloro che hanno l’esclusiva per la vendita di un determinato prodotto. In questo modo la piattaforma potrà comprare i prodotti direttamente dal produttore**.

I problemi creati dalla nuova gestione di Amazon

Più in generale, notiamo come l’iniziativa del CEO si configuri come un tentativo di contrastare il diffuso aumento dei prezzi legato al periodo storico contemporaneo. Dalle nostre conversazioni con i clienti abbiamo evidenziato 3 problemi principali.

  1. L’aumento dei costi di produzione ha portato ad un aumento dei prezzi del listino, ma Amazon si rifiuta di comprare questi prodotti. In alcuni casi, venditori che fatturavano centinaia di migliaia di euro che si vedono costretti a ridurre drasticamente il proprio catalogo e conseguentemente anche di fatturato.
  2. Amazon ha ristretto la finestra di consegna dei prodotti imposta ai Vendor (ossia i tempi per consegnare le merci ai magazzini della piattaforma), aumentando così il numero di multe (chargeback) previste per chi non rispetta queste tempistiche.
  3. Recentemente, spesso Amazon non accetta i nuovi prodotti proposti da un Vendor, nonostante esista un programma per spingere i prodotti nuovi chiamato Born To Run.

La soluzione: Seller

Una soluzione a tutte queste problematiche potrebbe essere l’apertura di un account Seller. Così facendo si avrebbe il completo controllo del prezzo, del catalogo e delle finestre di consegna (con il programma FBA non esistono).

Notiamo però che molte aziende B2B, abituate a vendere ad Amazon, non vogliono entrare nel mercato B2C per timore di entrare in conflitto con i propri rivenditori e perché non vogliono gestire le spedizioni e la fatturazione al cliente finale.

È importante quindi ricordare che grazie al programma FBA, l’azienda non spedisce al cliente finale ma ai magazzini Amazon e Amazon spedisce al cliente finale, e Amazon si può occupare della fatturazione in automatico.

Con un account Seller è inoltre possibile monitorare e di conseguenza regolare la percentuale di Buy Box vinte usando una strategia non troppo aggressiva, lasciando quindi parte della vendita ai propri rivenditori. A differenza del programma Vendor, è possibile essere molto più precisi nell’attuazione di questa strategia, in quanto si mantiene il pieno controllo del prezzo.

La soluzione: i rivenditori di fiducia

Un’altra idea che abbiamo consigliato ad alcuni clienti è quella di instaurare un rapporto stretto con un rivenditore di fiducia, che disponga di un account seller, e utilizzare quell’account come se fosse quello dell’azienda. Sarebbe quindi possibile concordare delle scontistiche dedicate per questo rivenditore, o in alternativa rimborsare il budget pubblicitario investito nell’account. Così facendo è possibile:

  • mantenere il controllo sul prezzo
  • evitare restrizioni legate alla shipping window
  • gestire il catalogo e il lancio di nuovi prodotti

In assenza di un rivenditore preferenziale, noi di Selll abbiamo partner che possono offrire questo tipo di servizio acquistando la merce dall’azienda rivendendola tramite l’account Seller. Siamo consapevoli che per Amazon questo sia un momento storico ricco di cambiamenti: è necessario quindi riuscire a intercettare le possibilità offerte dalla piattaforma alle aziende che sanno mostrare flessibilità nelle soluzioni commerciali e rapidità nelle decisioni strategiche per guadagnare un vantaggio di mercato.

Link
* https://www.cnbc.com/2022/11/30/amazon-ceo-cost-cutting-review-revealed-economy-is-more-uncertain-than-thought.html
** https://www.cnbc.com/2023/02/15/amazon-cuts-ties-with-eu-distributors-amid-wider-push-to-trim-costs.html

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La pubblicità durante Sanremo influenza le brand research su Amazon? 

L’edizione 2023 del Festival di Sanremo ha raccolto circa 50 milioni di euro da campagne pubblicitarie*.  

Il nostro team di analisi ha verificato se e come questo abbia influenzato le ricerche su Amazon relative ai brand che hanno investito nello show. Abbiamo escluso dallo studio i prodotti che per loro natura non possono essere venduti sulla piattaforma, e quindi nomi come Netflix, Prime Video, Paramount+, Sky Glass, Costa Crocere, BMW, Volkswagen e molti altri. 

La lista dei brand analizzati include invece: Aperol, Baci Perugina, Borbone, Caffè Verganano, Campari, Dior, Durex, Dyson, Golia, Lavazza, Liu Jo, Lube Cucine, Milk Pro, Mutti, Novi, Paco Rabanne, Pantene, Poltreonesofà, Pompadour, Pupa, Redbull, Rio Mare, Samsung, Sephora, Shwarzkopf, Swarovski, Veralab, Versace e Vivident. 

Il periodo di riferimento è stato dal 6 al 12 febbraio, ossia la settimana in cui è stato trasmesso lo show. Abbiamo quindi analizzato il volume di ricerca dalla parola chiave principale di brand durante la settimana del festival, rapportandola prima alla media delle quattro settimane precedenti e poi a quella della stessa settimana negli anni passati. Non abbiamo tenuto conto del fatto che queste aziende avessero o meno investito su Sanremo negli anni passati, né delle date delle precedenti edizioni. Infine, il volume di ricerca non è esattamente quello della settimana, ma quello dei 30 giorni precedenti l’11 febbraio. 

La parzialità dei dati rende difficile capire se l’aumento di ricerche branded sia imputabile effettivamente e solo a “l’effetto Sanremo”, ma vediamo un aumento di ricerche branded medio pari al 13% c.a., con un picco nei prodotti Fashion (27%), seguiti da Profumi (19%). Ultimo invece il settore Casa e Cucine, che ha visto perfino un declino. 

Il brand interessato dalla maggior crescita sono i Baci Perugina con il 77% di aumento, anche se questo dato è influenzato fortemente dalla festività di San Valentino. Veralab ha visto un aumento del 66%, ma non vende su Amazon. Le ricerche relative a Liu Jo sono aumentate del 44%, Swarovski del 37% e Rio Mare del 36%. 

Sanremo: le ricerche dei settori commerciali su Amazon

Sanremo: le ricerche dei brand su Amazon

* Fonte: Engage.

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ChatGPT: opportunità e limiti per Amazon Vendor e Seller

I test per vagliare le potenzialità di ChatGPT sono ormai molto diffusi. Anche noi abbiamo voluto vedere come questa Intelligenza Artificiale può applicarsi nel nostro settore.

La domanda introduttiva che abbiamo posto è: “Come ChatGPT può aiutare un Seller o un Vendor a gestire Amazon?”.

ChatGPT e i punti elenco delle schede prodotto di Amazon

Abbiamo quindi voluto testare l’IA nella creazione di alcuni bullet point per una maglietta in cotone organico, domandando come stilare un testo persuasivo.

Non fornendo il nome di un brand specifico, ci aspettavamo contenuti generici, spunti da integrare per definire più precisamente un prodotto reale.

ChatGPT e le immagini delle schede prodotto di Amazon

Oltre ai bullet point, abbiamo anche chiesto consigli su come creare le 7 immagini da inserire nella scheda prodotto.

Un piccolo extra: abbiamo riportato il punto 3 su un’altra interfaccia di Intelligenza Artificiale, Dall-E 2, per creare un’immagine in linea con questa descrizione.

ChatGPT e le parole chiave per indicizzare i prodotti su Amazon

Abbiamo quindi voluto chiedere a ChatGPT come trovare le parole chiavi utili per dare maggior visibilità ad una scheda prodotto.

Escludendo il punto 1 (l’Amazon Keyword Tool non è ancora disponibile in Europa), l’IA ha dato consigli sensati. Da un punto di vista tecnico, emerge in particolare il punto 2: in alcuni stati, gli strumenti esterni che analizzano i volumi di ricerca su Amazon non funzionano. Per questo anche noi cerchiamo conferme analizzando le query inserite sui motori di ricerca.

ChatGPT e l’ottimizzazione delle campagne pubblicitarie su Amazon

Abbiamo quindi voluto vedere se l’AI è in grado di dare consigli sull’ottimizzazione di una campagna pubblicitaria Sponsored Product Manuale.

In realtà un CTR dell’1% è elevato per Amazon, e un CR del 5% è basso. In questo caso pensiamo che avremmo dovuto dare maggiori indicazioni all’IA.

ChatGPT e il lancio di un prodotto su Amazon

Abbiamo poi voluto testare l’affidabilitò di ChatGPT nel trovare una strategia di lancio per delle cuffie Bluetooth da 25€ per un brand non conosciuto.

Alcuni punti sono scontati ma ha attratto la nostra attenzione il punto 5; ci consiglia infatti di usare delle Sponsored Display di retargeting per riproporre il nostro prodotto a potenziali acquirenti indecisi.

Anche il punto 7 è degno di nota: portare traffico da altri spazi Web esterni ad Amazon aumenta maggiormente il ranking del proprio prodotto sulla SERP di Amazon. La piattaforma può infatti sfruttare questo traffico per il cross selling.

Abbiamo infine chiesto all’IA quale budget minimo stanzierebbe per il lancio di questo prodotto.

Era una domanda lineare, che non esplicita tutte le variabili da considerare per una scelta così strategica. ChatGPT ha dato comunque una risposta pertinente, consigliando di partire con un budget ridotto per testare e ottimizzare.

Conclusioni

In chiusura, possiamo confermare quanto ChatGPT dice di sé stessa:

“… uno strumento potente che i venditori su Amazon possono utilizzare per automatizzare molte delle loro attività, liberando del tempo prezioso per concentrarsi su ciò che conta davvero: aumentare le vendite e soddisfare i clienti.”

I consigli forniti sono poco utili nel creare strategie complesse. Gli output di ChatGPT sono da intendersi come spunti utili per il brainstorming, da sviluppare poi con le nostre analisi, l’esperienza e la creatività propria di una Human Intelligence.

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Giochi da tavolo su Amazon: inizia il picco di vendite!

I giochi da tavolo sono una categoria di prodotti particolarmente soggetta a picchi di vendita nel periodo dal Black Friday e al Natale. Le aziende che producono giocattoli, infatti, realizzano circa il 50% del fatturato in questi due mesi.

Per questo presentiamo una panoramica sui trend di mercato di questa nicchia su amazon.it, e in particolare sui giochi da tavolo.

“Giochi da tavolo” su Amazon

La keyword “giochi da tavolo” ha totalizzato 77.000 ricerche negli ultimi 30 giorni, un dato che storicamente segna l’inizio di un picco che durerà fino a gennaio inoltrato. Inoltre, di anno in anno questa crescita raggiunge numeri sempre più alti. Difatti, nel 2019 il picco è stato di 370.000 ricerche, nel 2020 di 470.000 e nel 2021 di 510.000.

In ogni caso, nel corso dell’anno questa parola chiave non scende mai sotto le 13.000 ricerche mensili, indicando che i “giochi da tavolo” sono prodotti sempre desiderati.

“Giochi da tavolo”: ricerche correlate

Su Amazon, le parole chiave correlate a “giochi da tavolo” con più alto volume di ricerca mensile sono:

  • “giochi bambino 1 anno”: 46.000 ricerche mensili
  • “giochi bambini 2 anni”: 40.000 ricerche mensili
  • “puzzle”: 30.000 ricerche mensili
  • “giochi da tavolo adulti”: 17.000 ricerche mensili

È un mercato redditizio quanto competitivo. Notiamo infatti che i primi 50 prodotti che compaiono nelle ricerche hanno avuto un fatturato medio di quasi € 13.000 negli ultimi 30 giorni, e le recensioni medie sono 2.794.

Il fatturato e i top player

Al primo posto come fatturato stimato negli ultimi 30 giorni troviamo What Do You Meme?, di Rocco Giocattoli, con circa 85.000€ seguito a ruota dall’intramontabile Risiko di Spin Master, con 82.000€. Taboo, al terzo posto, negli ultimi 30 giorni ha fatturato 40.000€.

Ma qual è il trend del fatturato di questa nicchia e come è diviso il mercato tra i top player?

Abbiamo analizzato oltre 4.200 prodotti indicizzati per la parola chiave “giochi da tavolo” e oltre 971 brand: i primi cinque per market share detengono quasi il 50% del mercato.

Il grafico che segue, invece, mostra come è variato il fatturato dei primi 10 brand nel corso dell’ultimo anno.

Asmodee rimane il leader indiscusso. Hasbro Gaming aveva guadagnato quote di mercato a dicembre 2021 per poi cederle a Mattel Games durante l’estate 2021.

Da tenere sotto osservazione è il brand Spin Master, che a settembre 2021 fatturava sui €9.000, per salire invece a €84.000 quest’anno, grazie a novità in catalogo come “Risiko” e “Harry Potter Caccia al Boccino d’Oro”.

Il grafico seguente rappresenta il fatturato totale mensile dei 4.200 prodotti analizzati. Il picco a dicembre 2020 e gennaio 2021 è dato da Asmodee, che da solo ha fatturato rispettivamente €3.5m e €4.8m. In quel periodo ha infatti lanciato una serie di espansioni del celebre gioco Dixit, che hanno incontrato il favore del pubblico.

Infine, andiamo oltre a gennaio del 2020, dato l’aumento di fatturato dovuto al lancio di questi nuovi giochi. Confrontiamo quindi febbraio-settembre 2020 con il medesimo periodo del 2021, e notiamo un aumento complessivo del 10% del fatturato: da €16m a €17.8m.

Se gestisci un brand nel settore dei giocattoli e se cerchi una strategia ad hoc per entrare efficacemente in questo mercato, contattaci ora senza impegno.

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Automotive su Amazon: ricambi, accessori… e gadget

Il mercato dei ricambi di automobili si sta spostando online. Computer Assisted Web Interview riporta* che il lockdown ha portato il 56% del campione intervistato ad aumentare in modo significativo gli acquisti online, mentre solo l’8% dichiara ancora di non averne mai fatti.

eBay resta il marketplace di preferenza degli utenti per cercare i pezzi di ricambio e gli accessori per la propria auto, ma la competitività di Amazon è alta, con la possibilità di scegliere precisamente il modello di un veicolo e trovare i medesimi articoli.

In questo articolo presentiamo quindi quali sono i brand di auto e gli accessori/ricambi attualmente più ricercati, con una breve analisi. Alcune note:

  • I dati presentati riguardano 30 giorni precedenti il 2 agosto 2022.
  • L’analisi è incentrata sulle case automobilistiche, senza entrare nello specifico delle ricerche che non comprendessero il nome del brand. Se collabori con una concessionaria o un produttore, contattaci per un’analisi più dettagliata.
  • Sono stati esclusi brand come Mini, Lancia o Smart presentano delle ambiguità non immediatamente risolvibili nell’analisi delle parole chiave. Altri esclusi, come Honda, Mitsubishi, Nissan e Suzuki operano in diversi settori, generando una varietà molto eterogenea di parole chiave legate al brand.
  • Mancano infine alcuni player del settore, quali ad esempio Lada, Pagani, Koenigsegg, Mahindra, Ssangyong in quanto molto di nicchia o praticamente sconosciuti in Italia.

Ecco dunque la lista dei 41 brand analizzati:

Per quanto riguarda i marchi di auto più lussuosi, le ricerche sono legate maggiormente alla fama e allo status, e non direttamente all’automotive: Lego, profumi, orologi, vestiario, modellini. I marchi che producono vetture più accessibili sono invece maggiormente coinvolti in ricerche di pezzi di ricambio e accessori.

Per esempio, i porta chiavi hanno oltre le 43 mila ricerche mensili, autoradio 25 mila, tappetini 23 mila, adesivi 17 mila, tergicristalli 15 mila, cerchioni/copricerchioni/tappi cerchi 14,5 mila, pomelli per il cambio 8,6 mila, paraurti 4,5 mila, pastiglie e dischi dei freni 4 mila, griglie e tappi radiatore 1,3 mila, parabrezza 1,1 mila.

Infine, è significativo notare come un alto numero di utenti cerchi semplicemente “accessori auto” (48K) o il modello del proprio veicolo per avere una panoramica dei prodotti disponibili nella Amazon. Interpretiamo questi ed altri dati come un indice di attenzione da parte delle persone, che vedono in Amazon una piattaforma funzionale anche a questo genere di acquisti e guardano con interesse alle iniziative dei venditori/rivenditori su questo canale di vendita.

* Fonte: https://www.alvolante.it/business/news/ricambi-auto-online-ricerca-anfia-373798.

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Il ritorno a scuola secondo Amazon

A metà settembre ricominciano le scuole, ma le ricerche online sugli acquisti correlati iniziano ben prima!

Per intercettare questa domanda e offrire uno spazio di navigazione dedicato, Amazon dispone di una vetrina dedicata al ritorno a scuola.

Altra iniziativa, di pari importanza, sono gli sconti Prime dedicati agli studenti.

Le ricerche della settimana tra il 21 e il 27 agosto

Al 4° posto tra le parole più ricercate su amazon.it troviamo “diario scuola 2022 2023”, con oltre 165 mila ricerche mensili. I best seller di ScuolaZoo e il diario di Chiara Ferragni, fatto in collaborazione con Pigna, hanno fatturato ciascuno oltre 20 mila euro negli ultimi 30 giorni.

Al 5° posto c’è “zaino eastpak”, e i primi 8 prodotti che compaiono per questa parola chiave fatturano oltre i 20 mila Euro, con il primo tra essi che ha fatturato oltre 75k negli ultimi 30 giorni.

Guardando oltre nella top 100, troviamo inoltre: “astuccio” al 14° posto, “zaino” al 28°, “scrivania” al 37°, “astuccio eastpak” al 44°, “zaino scuola elementare” all’81° e “evidenziatori” al 95°. Menzione speciale a “penne”, in 101a posizione.

I consigli di Selll

Il processo di ottimizzazione dei testi nel titolo, nei bullet point e nelle backend keyword dovrebbe riflettere le ricerche di quest’anno degli utenti. Inoltre, i contenuti A+ tarati e le immagini dello store tarati sul ritorno a scuola sono un modo efficace per cavalcare il trend stagionale ed emergere tra le offerte dei competitor catturando l’attenzione degli utenti.

Aumentare il budget pubblicitario per far fronte alla domanda e attivare delle promozioni sono infine due modi per veicolare il traffico sulle proprie schede prodotto.

I vantaggi nel lungo termine

Per Vendor e Seller che offrono prodotti scolastici e affini, riuscire a scalare il ranking di Amazon in questo periodo di forte interesse è un ottimo investimento nel lungo termine, perché permette alle schede prodotto di attestarsi nelle posizioni più alte anche per il resto dell’anno, in conformità al funzionamento dell’algoritmo della piattaforma.

Attivare campagne pubblicitarie e ottimizzare la SEO (i contenuti) per aumentare la visibilità e le impressioni, nonché offrire promozioni e aumentare le conversioni in questo periodo sono iniziative da strutturare e calendarizzare per tempo in un’ottica win-win nel breve e nel lungo periodo.

Per noi di Selll si tratta di una logica ben conosciuta, che applichiamo con successo in molteplici ricorrenze nel corso dell’anno e in differenti settori merceologici. Siamo pronti ad aiutarti a capitalizzare queste occasioni con il tuo brand su Amazon!

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Buy with Prime: Amazon apre il servizio agli e-commerce

Prime è un servizio che conta oltre 200 milioni di abbonati nel mondo, che beneficiano della consegna “il giorno dopo”, di spedizioni/resi gratuiti, offerte dedicate e altri vantaggi. Dal punto di vista dei venditori, aderire al programma Prime significa usufruire della logistica capillare di Amazon, sulla quale il colosso ha investito miliardi di dollari fino a creare un nuovo standard per le consegne dei beni venduti online.

Il 21 aprile 2022 Amazon ha annunciato che sta per offrire il proprio servizio di logistica premium anche fuori dalla piattaforma: sarà quindi possibile inserire l’opzione “Buy with Prime” negli e-commerce.

Questo comporta 3 vantaggi importanti per i venditori online:

  • beneficiare della sicurezza e della credibilità che caratterizzano il brand Amazon
  • attirare i più di 200 milioni di utenti Prime nel proprio negozio online
  • abbassare, con tutta probabilità, i propri costi logistici.

Chi può aderire

Al momento possono aderire su invito solo i commercianti che negli Stati Uniti utilizzano Logistica di Amazon. Per ora solo loro potranno aggiungere il pulsante “Buy with Prime” al loro negozio online, “perché il loro inventario è già archiviato nei centri logistici Amazon”, riporta il comunicato rilasciato dalla piattaforma. 

Una volta attivato Buy with Prime, i venditori riceveranno le informazioni sugli ordini degli acquirenti, inclusi gli indirizzi e-mail, che possono utilizzare per fornire il servizio clienti e costruire relazioni dirette con gli acquirenti.

Un ulteriore vantaggio per gli imprenditori digitali è da intendersi nell’ottica di lungo periodo.

Per supportare l’aumento della domanda da Buy with Prime, Amazon dovrà espandere e mantenere la propria rete logistica e i propri magazzini. Questo significa che sta mettendo in gioco la propria credibilità, con l’obiettivo di ampliarne la risonanza e introdurre i propri standard in tutto il mondo della 3PL (Third Part Logistic).

Le imprese che aderiranno a questo nuovo servizio cavalcheranno l’onda seguendo Amazon nell’espansione e ottimizzazione dei propri servizi.

Allo stesso modo, Amazon potrebbe diventare ancora più appetibile anche per i piccoli e-commerce, combinando Buy with Prime con i servizi di una società recentemente acquisita,Selz. Si tratta di un concorrente di Shopify che aiuta le piccole imprese a creare negozi online.

Se Amazon presentasse una soluzione all-in-one per realizzare e-commerce e seguirne al contempo l’organizzazione logistica, avrebbe un chiaro vantaggio su tutti i concorrenti sia del settore trasporti, sia del Web developing.

L’annuncio ufficiale sul blog di Amazon: https://www.aboutamazon.com/news/retail/prime-shopping-expands-beyond-amazon-com

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Cosa hanno ricercato gli utenti su Amazon.it per San Valentino?

San Valentino, come ogni festività ha i suoi rituali, e questi spesso includono gli acquisti su Amazon effettuati per l’occasione. Di anno in anno, alcuni trend restano costanti, mentre altri variano.

Un valido specchio di queste tendenze sono le parole chiave utilizzate dagli utenti per esprimere il proprio search intent. Ecco le 20 più ricercate nella settimana precedente San Valentino 2022, dal 06/02 al 12/02.

Le parole chiave più cercate su Amazon per San Valentino 2022

Termine di RicercaFrequenza di Ricerca
san valentino per lei1
san valentino per lui2
san valentino3
cuffie bluetooth4
alexa5
mascherine ffp26
regalo san valentino per lui7
idee regalo san valentino8
vestito carnevale bambina9
regali san valentino per lui10
lego11
ps512
regalo san valentino per lei13
auricolari bluetooth14
iphone 1315
offerte lampo del giorno16
friggitrice ad aria17
mascherine ffp2 bambini18
tablet19
smartwatch uomo20

Le prime considerazioni

Come operazione preliminare, dai risultati conviene escludere i termini più ricercati nel lungo periodo, gli evergreen: non stupisce quindi di vedere riferimenti a beni tecnologici come “cuffie”, “Alexa”, “Playstation 5”, ma neppure “mascherine ffp2”.

Per quanto riguarda nello specifico San Valentino, non sono stati registrati picchi nella ricerca di specifici prodotti, ma piuttosto in quelle ispirazionali. Anche in quest’occasione, quindi, emerge l’importanza del branding e del trust all’interno di Amazon.

Per dare un ordine di grandezza, ogni termine in top 3 è stato digitato circa 400.000 volte nel mese precedente la festività. La ventesima, “smartwatch uomo” si attesta intorno alle 100.000.

Le ricerche, i risultati

Alle domande seguono le risposte. Ogni parola chiave ha portato a una serie di risultati, che hanno portato gli utenti a preferire degli specifici prodotti.

Ecco i prodotti desiderati e cliccati.

  1. “Idee Regalo San Valentino per Lui Lei – 52 Coupon Erotici di Coppia – Giochi Erotici Sexy per Coppie – Idea Regali Anniversario Originale – Sorprese Romantiche Compleanno Uomo Donna Originali”
  2. “Rosa reale conservata Eterna fatta a mano Rosa preservata fatta a mano con amore collana Set regalo, rosa reale incantato per festa della mamma Anniversario Diserbo Compleanno Regali romantici per lei”
  3. “San Valentino Per Lui Per Lei Coppia Compagno Compagna Maglietta”
  4. “Idea Regalo San Valentino per Lui Lei – Giochi da Tavolo Adulti – 100 Carte da Gioco Extreme – Giochi Erotici Sexy per Coppie – Sorprese Romantiche di Coppia Originali – Idee Regali Uomo Donna”
  5. “Shirylzee La Bella e La Bestia Rosa Eterna Luce di Vetro Rosa Cupola Luce a LED Fiore Artificiale Seta Rossa con Base Legno Lampada Decorazioni Regalo per Anniversario San Valentino Compleanno”

Settore merceologico a parte, è facile notare come i venditori abbiano capitalizzato le ricerche degli utenti ottimizzando il titolo inserendovi le parole chiave più significative.

Conclusioni

Se uno specifico articolo si configura come un potenziale regalo per una o più ricorrenze (Natale, Festa della Mamma, Festa del Papà, San Valentino,…) una best practice consiste nel modificare la scheda prodotto in modo che rispecchi le tendenze di ricerca del periodo interessato. Conviene, inoltre, effettuare questi interventi con almeno due settimane di anticipo rispetto a quando si registrano i picchi nelle ricerche, così da dare il tempo alla piattaforma di elaborare le modifiche e riposizionare i prodotti.

Se a questo punto desideri conoscere le ricerche che hanno generato più acquisti in occasione di una specifica ricorrenza/stagione per ottimizzare le tue schede prodotto su Amazon, contattaci adesso per una consulenza gratuita.

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IRL Store: cosa sono e perché Amazon li porterà in Italia

Amazon ha aperto un clothing store fisico a Los Angeles: Amazon Style. Si trova accanto a Urban outfitters, H&M, JCPenney e altri popolari brand di abbigliamento e accessori.

La novità? Si tratta di un In Real Life (IRL) Store.

Come funziona un negozio IRL

Il concept alla base di un IRL Store prevede l’integrazione dell’experience del mondo virtuale nel mondo fisico. Amazon ha compreso l’importanza che le persone attribuiscono a questo mix di online e offline shopping, celebrando infine il matrimonio tra questi due mondi.

Il trend è presente anche in Italia: un recente articolo di Engage riporta che il 40% degli acquirenti del settore abbigliamento compra in modalità ibrida e il 56% preferisce il negozio.

Nella pratica, come funziona un negozio IRL?

I vestiti sono tenuti in un magazzino a parte un esemplare di ogni prodotto, che viene esposto. Il cliente può quindi scannerizzare un codice QR usando la app di Amazon per farsi mandare il capo nei camerini e provarlo: sono disponibili anche dei touch screen per richiedere taglie o colori diversi.

L’algoritmo di Amazon può, inoltre, suggerire altri prodotti a cui la persona potrebbe essere interessata, dando tra l’altro visibilità a private label e marchi meno conosciuti rispetto ai big del settore. Un altro beneficio di questo concept è che il cliente può lasciare in negozio i resi dei prodotti comprati online, oppure, viceversa, ritirarli in loco.

Amazon vs Zalando

Forbes stima che negli Stati Uniti Amazon abbia il 61% del market share nel fashion, mentre in Europa è pari all’8%, davanti a Zalando con il 6%.

A livello di servizio online, Zalando ha probabilmente una piattaforma migliore per lo shopping dei capi di abbigliamento. Attualmente, Amazon presenta una scheda prodotto unica per tutte i tipi di prodotto: questo è un limite per i vestiti, che presentano delle caratteristiche diverse rispetto a delle cuffie Bluetooth o a una pentola.

Amazon dispone di un’organizzazione più forte, ma Zalando sta investendo molto per ampliare i suoi centri logistici, oltre a migliorare i servizi di marketing interni alla piattaforma.

Tra le ultime iniziative di Amazon c’è, invece, Luxury Stores, una piattaforma ideata per competere con la categoria Designer di zalando.it, incentrata appunto sui marchi di lusso.

Ad accomunare i due marketplace, infine, sono le etichette “sostenibile” o “climate pledge friendly”, a cui viene data massima visibilità per rassicurare una fetta di pubblico sempre più grande (e giovane) interessata a queste tematiche.

Conclusioni

In questa battaglia per la leadership dello shopping di abbigliamento online, l’ultima mossa di Amazon è avvenuta offline: gli IRL Store sono una realtà americana pronta per sbarcare nel Vecchio Continente.

Toccare e indossare un capo prima di acquistarlo è una delle necessità più sentite dagli acquirenti, e unire questo bisogno alle possibilità del digitale è un approccio vincente.

In passato, Zalando presentava una percentuale di resi attorno al 50%, motivo per il quale ha sviluppato un 3D body scanner per identificare la taglia dell’acquirente e arginare il problema.

Senza considerare l’impatto ambientale generato da questi scambi di merce indesiderati, l’impatto dei resi sui margini di profitto è notevole, sia per i costi di trasporto, sia perché non tutti i capi vengono restituiti in condizioni di essere rivenduti e finiscono quindi negli outlet.

Secondo una ricerca di Narvar, globalmente nel 2020 il costo complessivo dei resi si è attestato sui $550 bn.

Per Amazon, aprire negozi fisici vuol dire offrire una migliore esperienza di acquisto agli utenti, prendendo il meglio dell’offline (toccare, vedere, provare) e dell’online (scoperta, offerta personalizzata grazie ad algoritmi, offerta molto ampia). Inoltre, va a ridurre il costo dei resi, aumentando i margini e rendendo gli acquisti più sostenibili a livello ambientale. Se questo nuovo standard prenderà piede, è probabile che costringerà altri brand e marketplace a copiarlo, offrendo una nuova esperienza interattiva di acquisto.

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